In una serata fredda sotto le luci dello Stadio Olimpico, la Roma ha affrontato la Cremonese in una sfida valida per gli ottavi di finale della Coppa Italia che si è conclusa con un inaspettato 0-0. Il match vedeva i giallorossi favoriti sulla carta, ma la realtà del campo ha dimostrato come nel calcio nulla possa essere dato per scontato.
L’allenatore della Roma, José Mourinho, aveva deciso di optare per un considerevole turnover, probabilmente con la mente proiettata anche alla prestigiosa sfida dei quarti di finale, che vedrà la sua squadra opposta alla Lazio, già qualificata. Pertanto, diversi elementi chiave sono stati risparmiati in vista degli impegni futuri, lasciando spazio a volti meno noti e a rientri attesi.
Lorenzo Pellegrini è tornato nel reparto titolare dopo essere stato in panchina per le ultime due partite, fornendo la solita qualità e leadership al centrocampo. Tuttavia, nei ruoli più avanzati, assenze di peso si sono fatte sentire: né Dybala né Lukaku erano presenti nell’attacco romanista, sostituiti dall’iraniano Azmoun, in partenza per la Coppa d’Asia, e dall’attaccante italiano Andrea Belotti. Ancora assenti Aouar e Ndicka, impegnati anch’essi in competizioni internazionali con la Coppa d’Africa.
Ma non solo di assenze si è parlato in casa Roma: da segnalare il rientro di Kumbulla, che dopo un lungo stop dovuto alla rottura del crociato ha sperato in una convocazione. Anche Renato Sanches ha potuto far parte del gruppo, offrendo nuove opzioni a un centrocampo assetato di energia e creatività.
La partita, che sul piano del punteggio non ha regalato emozioni, ha di fatto rispecchiato una situazione tattica molto cauta da entrambe le formazioni. La Cremonese, da parte sua, ha cercato di capitalizzare su questa situazione per ottenere un risultato prestigioso che le permettesse di avanzare nella competizione. Benché considerata la “Cenerentola” dell’incontro, ha tenuto testa con un’organizzazione difensiva capillare che ha frustrato i tentativi offensivi dei capitolini.
Il pareggio a reti inviolate ha dunque sancito la necessità di superare un ulteriore ostacolo per la Roma, una squadra che si ritrova ora a dover ricercare la giusta chimica e le prestazioni convincenti in vista del derby della Capitale. Per Mourinho e i suoi ragazzi, ogni partita diventa adesso un test importante non solo per la Coppa, ma anche per la costruzione di quella mentalità vincente che il tecnico portoghese spera di instillare nel DNA della squadra per la seconda parte della stagione.
