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Verstappen critica il “circo” della Formula 1: troppi GP e regole confusionarie

In SPORT
Gennaio 04, 2024
Il campione del mondo esprime il suo disappunto per le recenti evoluzioni del circuito automobilistico, descrivendo la F1 come un labirinto di regole e gare in eccesso.

Nel mondo scintillante e adrenalinico della Formula 1, non è insolito che i riflettori siano catturati non solo dalle sfide sui circuiti, ma anche dalle parole accese delle sue stelle. Ultimamente è stata la volta di Max Verstappen, attuale campione del mondo della categoria più prestigiosa dell’automobilismo, che ha messo in luce alcune delle tematiche più controverse che attanagliano la Formula 1 odierna.

In apertura di una conversazione con la rivista tedesca ‘Auto, motor und sport’, Verstappen ha rapito l’attenzione pubblica, tacciando il moderno circo della F1 di essere un insieme di regole “strane” e procedure che lo lasciano “perso”, un paragone duro che evoca immagini ben lontane dall’élite del motorsport.

Con una chiarezza senza peli sulla lingua, il tre volte campione del mondo ha espresso comprensione per le ragioni commerciali che stanno dietro ad alcune delle scelte fatte da regolatori e organizzatori ma allo stesso tempo ha rimarcato le sue perplessità. Ha in particolare puntato il dito contro l’introduzione delle gare sprint e il bislacco obbligo di utilizzare tre tipi diversi di pneumatici durante le qualifiche.

Dal suo punto di vista, la celebrazione di troppi Gran Premi confonde il valore della competizione e la rilevanza degli eventi singoli. “Per me ci sono troppe gare e sicuramente ne vorrei meno”, ha detto l’olandese, ribadendo il suo auspicio verso “meno gare, più qualità”, una frase che potrebbe diventare un mantra per gli addetti ai lavori che condividono il suo stesso sentire.

La gara sprint, in particolare, semble privare, secondo Verstappen, l’evento della sua “magia”, smorzando l’anticipazione e la suspense che tradizionalmente accompagnano una gara del Gran Premio. Inoltre, pare riduttiva ai suoi occhi la decisione di assegnare un misero bottino di punti al vincitore di queste gare.

Toccando un ulteriore tasto dolente, Verstappen suggerisce un cambio di regolamento per il weekend della sprint, proponendo due parchi chiusi distinti per separare le configurazioni della monoposto tra sabato e domenica. Questo, sostiene, eviterebbe la frustrazione di rimanere bloccati con impostazioni sbagliate per tutto il fine settimana, un rischio che attualmente grava sugli spalle dei team.

Infine, la stoccata finale è rivolta al formato delle qualifiche sprint, definito come un enigma: “Anch’io mi chiedo quali siano le regole adesso”. Con queste parole, Verstappen non fa che enfatizzare il suo senso di smarrimento di fronte a un apparato regolamentare che sembra indirizzarsi sempre più verso l’intrattenimento che alla pura competizione sportiva.

Questi commenti portano nuova linfa al dibattito sull’attuale identità e direzione della Formula 1, sollevando domande sull’equilibrio tra innovazione, spettacolo e tradizione nel motorsport. Se e come risponderà il mondo della F1 alle preoccupazioni di Verstappen resta da vedere, ma è certo che il pilota della Red Bull non è il solo a sentirsi perso in questo confusionario “circo” velocistico.