Clima, precariato e calo demografico. Sono queste, secondo la Cisl Scuola Lazio, le principali sfide che attendono il sistema scolastico regionale. A fare il punto è il segretario regionale Michele Sorge, intervenuto dopo l’incontro dell’8 settembre con gli assessori regionali competenti, convocato anche alla luce delle criticità emerse durante la fase di caldo eccezionale dello scorso anno scolastico. Sul fronte dell’edilizia scolastica, la situazione resta particolarmente delicata. Nel Lazio, secondo i dati citati dalla Cisl Scuola, appena l’1,6% degli edifici scolastici dispone di impianti di raffrescamento, mentre gli edifici dotati di impianti fotovoltaici sarebbero circa 210 su oltre 3.000. Numeri che, per il sindacato, rendono necessario superare la logica dell’emergenza e programmare interventi strutturali di adeguamento degli edifici. La Regione ha accolto la proposta di istituire, a partire da ottobre, un tavolo tecnico permanente con organizzazioni sindacali ed enti locali. L’obiettivo è individuare interventi e investimenti per rendere le scuole più adeguate alle nuove condizioni climatiche. Tra le ipotesi avanzate dalla Cisl anche la possibilità di intervenire, in caso di giornate caratterizzate da temperature estreme, attraverso specifiche ordinanze.
Precariato, fino a 9mila supplenze
Altra questione centrale è quella del personale. Nel Lazio sono state effettuate circa 4mila nomine di docenti, oltre 500 delle quali sul sostegno. Restano tuttavia numerose cattedre scoperte e, secondo la Cisl Scuola, il numero complessivo delle supplenze potrebbe attestarsi tra 7mila e 9mila. Una situazione che, secondo Sorge, dimostra i limiti di un sistema di reclutamento affidato principalmente ai concorsi. Il sindacato propone quindi di affiancare alle procedure concorsuali un sistema di graduatorie per titoli, utilizzando anche le attuali Gps, con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza maturata dai docenti precari e favorire la stabilizzazione. Particolare attenzione viene chiesta per il sostegno. “Per assicurare continuità dobbiamo stabilizzare”, sottolinea Sorge, chiedendo che l’organico venga adeguato alle effettive necessità delle scuole e non soltanto agli attuali parametri dell’organico di diritto.
Diecimila studenti in meno e il nodo del dimensionamento
A pesare sul futuro della scuola è infine il calo demografico. Secondo alcune elaborazioni richiamate dalla Cisl, nel Lazio tra l’anno scolastico 2025-26 e il 2026-27 si registrerebbero circa 10mila iscritti in meno, soprattutto nel primo ciclo di istruzione. Per la Cisl Scuola il fenomeno non può tradursi automaticamente in una riduzione degli organici o nel progressivo ridimensionamento della rete scolastica. Sorge richiama in particolare le differenze tra l’area metropolitana di Roma e le zone interne del Lazio, dove lo spopolamento rischia di alimentare un circolo vizioso: meno studenti, meno servizi e, di conseguenza, minore attrattività per famiglie e giovani coppie. “Il calo demografico non può essere lo strumento o la leva per fare ulteriori tagli”, sostiene Sorge, chiedendo un confronto complessivo sul futuro della scuola e un impegno condiviso delle istituzioni. Per il sindacato, dunque, la sfida non è soltanto quella di affrontare le emergenze dell’anno scolastico in corso, ma di costruire una programmazione capace di tenere insieme qualità dell’edilizia, stabilità del personale e contrasto allo spopolamento. “La scuola non è di questa o di quella maggioranza: è un bene di tutti”, conclude Sorge.
di Fausto Sacco

