Un’aggressione che, secondo i promotori del comunicato, rappresenta un preoccupante salto di qualità nelle intimidazioni riconducibili all’estrema destra in città. È quanto denunciano associazioni e attivisti antifascisti salernitani dopo il pestaggio di un piccolo gruppo di giovani avvenuto nella notte del 1° luglio. Secondo quanto riportato nel comunicato, gli aggressori sarebbero appartenenti a una “squadraccia” di CasaPound proveniente da alcuni comuni limitrofi e avrebbero utilizzato cinghie e bastoni per colpire i ragazzi. I firmatari sottolineano come episodi di provocazione nei confronti del movimento antifascista si ripetano ormai con cadenza annuale, in particolare in prossimità delle commemorazioni del 7 luglio, ma ritengono che l’episodio di quest’anno segni un’escalation particolarmente grave. Nel mirino della denuncia c’è anche quella che viene definita una progressiva “normalizzazione” dei movimenti neofascisti. In particolare viene contestata la concessione del Salone dei Marmi del Comune di Salerno per la presentazione di un libro pubblicato da una casa editrice ritenuta vicina a CasaPound. Secondo gli estensori del documento, la scelta assume un valore simbolico particolarmente delicato, poiché il Salone dei Marmi è considerato uno dei luoghi della storia democratica cittadina, avendo ospitato le prime riunioni del governo italiano libero dal nazifascismo. Nel comunicato viene inoltre ricordato che il Salone Internazionale del Libro di Torino non avrebbe concesso spazi alla stessa casa editrice proprio per la sua vicinanza al movimento di estrema destra. Da qui l’appello rivolto alla Giunta comunale affinché revochi la concessione del Salone dei Marmi e, più in generale, eviti di mettere a disposizione spazi pubblici a soggetti che, secondo i firmatari, promuovono forme di revisionismo storico incompatibili con i principi della Costituzione repubblicana. L’appello è rivolto anche agli Enti Locali, chiamati a difendere e promuovere i valori dell’antifascismo attraverso scelte amministrative coerenti, e alle forze dell’ordine e alla magistratura, affinché intervengano con determinazione contro ogni manifestazione riconducibile all’apologia del fascismo o ad altre condotte vietate dalla legislazione vigente, con particolare riferimento alla legge Scelba del 1952 e alla legge Mancino del 1993. “La Salerno antifascista e tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della Costituzione nata dalla Resistenza – concludono i promotori del comunicato – non possono rimanere in silenzio. Di fronte a provocazioni e atti di squadrismo è necessario rispondere con fermezza, difendendo la memoria democratica e i principi su cui si fonda la Repubblica”.
di Marco Iandolo

