Un percorso che punta a coniugare sicurezza, responsabilità e inclusione sociale. È stato sottoscritto a Palazzo di Città il protocollo d’intesa tra il Comune di Salerno e la Casa Circondariale “Antonio Caputo”, un accordo che disciplina la collaborazione per l’organizzazione e lo svolgimento di lavori di pubblica utilità da parte dei detenuti. L’iniziativa prenderà il via con l’impiego di sei persone detenute che saranno coinvolte in diverse attività a favore della collettività. Gli interventi riguarderanno la manutenzione del verde pubblico e dei parchi cittadini, il decoro urbano, la cura degli edifici e dei beni comunali, oltre a progetti di carattere sociale, culturale e ambientale. L’obiettivo è duplice: offrire un contributo concreto alla città e, allo stesso tempo, creare un percorso di recupero e reinserimento per chi sta scontando una pena, attraverso il lavoro e la formazione professionale. “Andiamo avanti sulla linea della sicurezza, del rigore e della lotta contro i delinquenti, ma anche su quella della solidarietà, aprendo le braccia a quei ragazzi e a quelle ragazze che vogliono impegnarsi in un recupero sociale”, ha dichiarato il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, a margine della conferenza stampa. Il primo cittadino ha sottolineato come il progetto rappresenti un investimento sul futuro delle persone coinvolte. “Saranno impegnati in lavori socialmente utili, ma soprattutto avranno una speranza concreta di vita: potranno seguire percorsi di formazione professionale e avranno una reale possibilità di reinserimento. Se riusciremo a recuperare anche solo sei o dieci giovani, evitando che tornino sulla strada della droga o della delinquenza, avremo già raggiunto un risultato straordinario”. Il protocollo nasce con una prospettiva di crescita. La fase iniziale coinvolgerà un numero limitato di detenuti, ma l’intenzione è quella di ampliare progressivamente il progetto e renderlo sempre più strutturato. “Inizieremo con un numero ridotto di persone e, passo dopo passo, estenderemo questa esperienza”, ha spiegato il direttore della Casa Circondariale “Antonio Caputo”, Carlo Brunetti. Per il direttore dell’istituto penitenziario il carcere deve essere considerato una risorsa per il territorio e non una realtà isolata dalla comunità. “Vogliamo dare una risposta concreta alle esigenze della città. Il carcere è parte integrante del territorio e, accompagnando la crescita di Salerno, vogliamo offrire il nostro contributo come comunità penitenziaria”. L’intesa rappresenta un modello di collaborazione istituzionale che punta a trasformare il periodo della detenzione in un’opportunità di responsabilizzazione e di acquisizione di competenze, nella convinzione che il lavoro possa diventare uno degli strumenti più efficaci per favorire il reinserimento sociale e ridurre il rischio di recidiva. Con questo protocollo Salerno compie un passo significativo verso una giustizia che affianca alla certezza della pena percorsi concreti di recupero, mettendo al centro il valore del lavoro come occasione di riscatto personale e di servizio alla comunità.
di Fausto Sacco

