Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Difesa Guido Crosetto, ha deliberato l’incarico di comandante generale dei Carabinieri a Salvatore Luongo, con una decisione unanime e rapida, completata in meno di un minuto, sottolineando una convergenza rara e significativa all’interno del panorama politico italiano.
Salvatore Luongo succede a Teo Luzi e si impone su altri candidati di spicco come Mario Cinque, capo di Stato Maggiore dell’Arma, e Riccardo Galletta, comandante dell’interregionale Pastrengo. La scelta di Luongo conferma l’intenzione del governo di valorizzare un percorso di esperienza e di consolidata leadership all’interno dell’istituzione militare, nonostante le voci di una competizione serrata per questa ambita posizione.
Nato a Napoli 62 anni fa, Luongo ha una carriera distinta e variegata che riflette il suo impegno e la sua dedizione nei confronti delle Forze Armate. Il suo percorso inizia dalla prestigiosa scuola militare Nunziatella di Napoli, segue con la formazione all’Accademia militare di Modena e si completa alla Scuola di applicazione carabinieri a Roma. Nei suoi anni di servizio, Luongo ha tenuto numerosi ruoli di comando e responsabilità nei reparti territoriali e non solo.
Prima della recente nomina, il generale ha diretto per sette anni l’ufficio legislativo del Ministero della Difesa sotto la guida di ministri sia di centrosinistra sia di centrodestra, mostrando una capacità di collaborazione e gestione amministrativa trasversale che ha attraversato diversi cambiamenti politici, e che ha trovato apprezzamento in tutti gli ambienti politici, compresa l’opposizione.
Luongo è anche celebrato per il suo approccio strategico nella lotta alla criminalità organizzata e nel rafforzamento della cooperazione internazionale contro il terrorismo. La sua attenzione all’innovazione ha contribuito a modernizzare l’Arma, integrando tecnologie avanzate e promuovendo sinergie operative per ottimizzare l’efficacia dei reparti sul territorio.
La sua carriera e la sua vita personale si intrecciano nella figura di un uomo che, nonostante il prestigio e le responsabilità, è rimasto fedele alle sue radici e ai suoi valori, come evidenziato dal fratello Claudio Luongo. La dedizione di Salvatore ai suoi ruoli professionali non ha mai oscurato il suo essere sempre “il Salvatore di sempre”, una personalità genuina e coerente con la sua storia e i suoi affetti.
Il generale è inoltre laureato in ben tre discipline e ha conseguito due master, segno del suo impegno costante nel migliorarsi e nel rimanere al passo con le esigenze contemporanee di sicurezza e gestione militare. La sua carriera è stata costellata di riconoscimenti, tra cui il Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana e l’Insegna d’onore della Casa Militare della Presidenza della Repubblica.
Con il sostegno espresso dalla premier Giorgia Meloni, che ha sottolineato l’importanza della sua esperienza e competenza per la guida efficace dell’Arma, Salvatore Luongo si appresta ora a portare avanti la tradizione di integrità e innovazione dei Carabinieri, una delle istituzioni più rispettate e valorizzate del panorama nazionale e internazionale. Le prospettive per il futuro dell’Arma sotto la sua guida sono ampie e promettenti, con una visione che si proietta verso una gestione sempre più moderna e rispondente alle sfide della sicurezza globale.
