
Il sipario si è alzato e l’Italia si è fermata ancora una volta davanti al palco del Teatro Ariston. La 76ª edizione del Festival di Sanremo prende ufficialmente il via sotto la direzione artistica di Carlo Conti, tornato alla guida della kermesse con uno stile rassicurante e ritmo serrato, affiancato dalla co-conduzione fissa di Laura Pausini, presenza elegante e carismatica. Ad aprire la serata, in un momento carico di suggestione, la voce registrata di Pippo Baudo, memoria storica del Festival, che ha simbolicamente passato il testimone a una nuova pagina della manifestazione. Subito dopo, l’energia di Olly, vincitore dell’edizione 2025, ha infiammato l’Ariston con il brano Balorda Nostalgia, dando ufficialmente il via alle esibizioni dei 30 Big in gara.
Una conduzione internazionale e un Festival che guarda alla storia
Accanto a Conti e Pausini, sul palco anche l’attore turco Can Yaman, presenza capace di unire pubblico italiano e internazionale, tra leggerezza e grande attenzione mediatica. Non sono mancati i momenti di intensa commozione. L’omaggio al Maestro Peppe Vessicchio, figura amatissima e simbolo della storia recente del Festival, ha strappato lunghi applausi. Un tributo che ha ricordato il valore della musica dal vivo e la centralità dell’orchestra nella tradizione sanremese. Spazio anche alla memoria civile: per celebrare gli 80 anni della Repubblica Italiana, è salita sul palco Gianna Pratesi, ultracentenaria che nel 1946 votò al referendum istituzionale. Un passaggio solenne, accolto con rispetto e partecipazione dal pubblico dell’Ariston.Tra gli ospiti della serata anche l’iconico attore Kabir Bedi, la leggendaria “Tigre della Malesia”, che ha portato sul palco un tocco di fascino internazionale.
Il trionfo di Tiziano Ferro: 25 anni di successi
Super ospite della prima serata è stato Tiziano Ferro, protagonista di un’esibizione che ha attraversato un quarto di secolo di carriera. Un medley potente ed emozionante con Ti scatterò una foto, La differenza tra me e te, Lo stadio e Xdono ha trasformato l’Ariston in un grande coro collettivo. Il cantautore ha poi presentato Sono un grande, tratto dall’ultimo album omonimo, mostrando un’artista maturo, consapevole e ancora capace di rinnovarsi senza tradire la propria identità musicale.
Trenta Big per una gara che promette scintille
Con l’esibizione di tutti e 30 i Big, la competizione è ufficialmente entrata nel vivo. Generi diversi, nuove proposte e grandi nomi si alternano in una gara che si preannuncia aperta e combattuta, in perfetto equilibrio tra tradizione e contemporaneità. La prima serata di Sanremo 2026 ha confermato la vocazione del Festival: non solo spettacolo musicale, ma racconto collettivo del Paese, tra memoria, emozione e grande intrattenimento. E l’impressione è che questa edizione abbia tutte le carte in regola per lasciare il segno.
di Fausto Sacco



