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Scampia, crolla il vano ascensori della Vela Rossa: notte di paura e 300 sfollati

In CAMPANIA, CRONACA, NAPOLI
Maggio 20, 2026
Il cedimento durante i lavori di demolizione provoca blackout ed evacuazioni nel quartiere. Nessun ferito, ma cresce la polemica sulla sicurezza dei cantieri e sui ritardi del piano di rigenerazione urbana.

Una notte di paura, sirene e fuga in strada ha sconvolto il quartiere Scampia, dove il cedimento improvviso del vano ascensori della Vela Rossa ha trasformato una normale serata di maggio in una maxi emergenza urbana. Il crollo si è verificato intorno alle 22:30, nel pieno delle operazioni di demolizione dell’edificio simbolo del degrado e della difficile storia delle Vele.  Tonellate di detriti si sono abbattute a pochi metri dalle abitazioni civili di via Pietro Gobetti, provocando un forte boato avvertito in tutto il quartiere. “Il palazzo ha oscillato, poi il buio totale e le urla in strada. Abbiamo temuto il peggio”, racconta Giovanni, residente al quinto piano dello stabile adiacente al cantiere.  L’impatto dei materiali crollati ha tranciato una cabina elettrica secondaria di E-Distribuzione, lasciando al buio un intero comparto di Scampia e aumentando il panico tra i residenti. Nel giro di pochi minuti è scattata l’evacuazione d’urgenza del palazzo di via Gobetti 121, Scala F: 47 nuclei familiari, circa 300 persone, molte delle quali uscite in pigiama e senza effetti personali.   Durante la notte la Protezione Civile regionale ha allestito una tendostruttura di emergenza con torri faro, sedie e punti di assistenza per bambini, anziani e famiglie sotto shock. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, squadre Usar specializzate nella ricerca sotto le macerie, forze dell’ordine e tecnici comunali.   Le verifiche statiche, coordinate dalla Prefettura e dal Comune di Napoli, hanno escluso danni strutturali al palazzo adiacente. I controlli effettuati dai Vigili del Fuoco hanno infatti certificato la stabilità dell’edificio, consentendo il graduale rientro della maggior parte degli sfollati già nelle prime ore della mattinata.  Restano ancora fuori casa 12 nuclei familiari, pari a 55 residenti, ospitati temporaneamente nei gazebo della Protezione Civile in attesa del completamento degli ultimi controlli tecnici. Nel frattempo, l’VIII Municipalità ha attivato un piano straordinario di assistenza alimentare tramite il servizio di refezione scolastica per garantire pasti caldi alle persone coinvolte. I tecnici di ABC, Italgas ed Enel hanno inoltre confermato l’integrità delle reti idriche e del gas e completato il ripristino dell’energia elettrica nell’area interessata dal blackout.  L’episodio riaccende però il dibattito sulla sicurezza dei lavori di demolizione delle Vele. Il sindaco Gaetano Manfredi ha ordinato alle imprese incaricate di accelerare l’abbattimento definitivo della Vela Rossa, ribadendo che il progetto ReStart Scampia andrà avanti senza rallentamenti. Il piano di rigenerazione urbana prevede la demolizione di cinque Vele su sette e la realizzazione di 433 nuovi alloggi green, scuole, aree verdi e orti sociali. Le rassicurazioni istituzionali, tuttavia, non bastano a placare la rabbia dei residenti e dei comitati di quartiere, ancora segnati dal tragico crollo del ballatoio della Vela Celeste avvenuto due anni fa, costato la vita a tre persone e che provocò undici feriti.  “Ora basta ritardi: la demolizione va accelerata ma con tutte le garanzie di sicurezza necessarie”, denuncia Omero Benfenati del Comitato Vele, chiedendo maggiori protezioni per gli edifici abitati che sorgono accanto al cantiere.  Anche le organizzazioni sindacali attaccano duramente la gestione dell’intervento. In una nota congiunta, Cgil e Sunia Campania parlano di “approssimazione e superficialità” nella conduzione di lavori tanto delicati in un contesto urbano densamente abitato, accusando inoltre il Governo di aver stanziato risorse insufficienti per garantire tempi certi e piena sicurezza nei quartieri popolari.  Adesso sarà la Procura a fare chiarezza sulle cause del cedimento. Gli inquirenti dovranno stabilire se il crollo del vano ascensori sia stato provocato dalle vibrazioni dei macchinari impegnati nella demolizione oppure da un cedimento strutturale prevedibile e non adeguatamente prevenuto.

di Fausto Sacco