Durante una significativa commemorazione al Centro brasiliano per le relazioni internazionali a Rio de Janeiro, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha evidenziato un aspetto cruciale della politica brasiliana che potrebbe servire da modello a livello globale. Quest’anno, in cui si celebra il 150° anniversario dell’immigrazione italiana in Brasile, Mattarella ha colto l’occasione per enfatizzare come il Brasile abbia dimostrato una “lezione di civiltà” nell’integrare i migranti come cittadini a pieno titolo, indipendentemente dalle loro origini.
Da quando, a metà dell’Ottocento, diverse ondate di migranti hanno raggiunto le coste brasiliane, il paese sudamericano ha adottato lo ius soli, una norma che facilita l’acquisizione della cittadinanza a chi nasce sul suo territorio, inclusi i figli di stranieri. Questa politica contrasta con l’atteggiamento più restrittivo di altri paesi sia nel Vecchio Continente sia altrove, rendendo il Brasile un esempio di inclusione e integrazione.
Il discorso di Mattarella, tuttavia, non si è limitato a lodare il Brasile per la sua politica di cittadinanza. Il Presidente italiano ha anche lanciato un appello provocatorio ai leader mondiali e alle istituzioni internazionali, sottolineando la necessità urgente di innovazione nel sistema multilaterale. Secondo Mattarella, le strutture esistenti, seppur rilevanti, appaiono “insufficienti e inadeguate” per affrontare le sfide globali contemporanee, un punto di vista che ha ripetuto durante un’intervista a CNN a San Paolo.
La sua critica non si ferma alla struttura delle relazioni internazionali; tocca anche la questione ambientale, dove ha rafforzato l’impegno dell’Italia e dell’Unione Europea nella lotta contro il cambi No climate changeico e a favore di una transizione energetica sostenibile. Mattarella ha evidenziato l’importanza di un’azione concertata e concreta, riconoscendo simultaneamente gli sforzi del Brasile e di altri membri fondatori dei BRICS, nonché la sinergia esistente tra le attuali presidenze del G7 e del G20 nell’affrontare tali tematiche.
Il discorso ha avuto anche un risvolto più personale quando Mattarella ha condiviso un aneddoto riguardante un dialogo con un presidente europeo sulla “genuina identità” degli europei, durante il quale ha evidenziato come la storia del continente sia stata plasmata da migrazioni e ingerenze esterne, arricchendo piuttosto che indebolendo l’identità europea.
Le osservazioni del Presidente Mattarella a Rio de Janeiro si pongono, dunque, come un appello a una maggiore apertura e collaborazione internazionale. Il suo intervento mira a scuotere le coscienze e stimolare un dibattito più ampio sui valori di inclusione e sulla necessità di un rinnovamento nelle politiche e nelle prassi internazionali, evidenziando come il rispetto per i diritti umani e la sovranità delle nazioni debbano sempre guidare l’azione delle grandi democrazie e delle organizzazioni multilaterali. Con queste premesse, Mattarella non solo rende onore alla vasta storia di emigrazione italiana, ma pone le basi per un dialogo che si spera porti a una maggiore coesione e solidarietà tra le nazioni in un mondo sempre più interconnesso.
