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Sindacato Slc Cgil alza la voce contro la privatizzazione di Poste Italiane

In ECONOMIA
Gennaio 05, 2024
La Slc Cgil dichiara guerra all'ulteriore privatizzazione di Poste, richiedendo un incontro urgente con il ministro e l'AD e preannunciando mobilitazioni sindacali.

La conferenza stampa tenutasi ieri ha lasciato scaturire inconfutabili conferme sulle intenzioni del governo: la privatizzazione di ulteriori quote di Poste Italiane sta diventando realtà. Davanti a tale scenario, il sindacato Slc Cgil si è speso in dichiarazioni di netta contrarietà, espresso dal segretario nazionale responsabile del settore Poste.

“Non possiamo assistere impassibili”, dichiara il rappresentante della Slc Cgil, “a quella che a nostro avviso rappresenta una vera e propria svendita di un’azienda di cruciale importanza per il progresso e l’unità sociale del nostro paese”. Con fervore, prosegue l’esponente sindacale, “una società come Poste Italiane, che ormai si configura come pilastro del welfare nazionale, necessita di essere sostenuta e valorizzata, e non indebolita da decisioni di mercato miopi e dannose”.

In questo contesto, la Slc Cgil non si limita a denunciare, ma passa all’azione. Sul piede di guerra, il sindacato ha richiesto con urgenza un incontro col ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e con l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo De Fante, al fine di sottolineare le proprie posizioni e preoccupazioni, e tentare di ribaltare il progetto di privatizzazione.

Ma c’è di più. Con la prospettiva di vedere compromesso il ruolo strategico di Poste Italiane, la Slc Cgil ha anche annunciato un’ampia mobilitazione del settore nelle settimane a venire, un segnale forte di unione con altre organizzazioni sindacali che, come lei, sono in prima linea per difendere i diritti e il lavoro degli impiegati dell’azienda e i servizi offerti ai cittadini.

La privatizzazione delle Poste non è un tema nuovo nel dibattito pubblico; negli ultimi anni, varie quote dell’azienda sono state messe sul mercato in un processo che ha sollevato reazioni contrastanti. La possibilità di un’ulteriore cessione di capitale pubblico innalza dunque il livello del confronto, con il sindacato Slc Cgil che chiama in causa direttamente la responsabilità del Governo verso un’istituzione che va al di là del mero aspetto commerciale.

“Si tratta di confrontarci seriamente su una questione che va a toccare i nervi della solidarietà e dell’organizzazione sociale del nostro paese”, afferma il segretario di categoria, “Non possiamo permettere che decisioni di questa portata vengano prese senza valutare con estrema attenzione i risvolti sulla vita quotidiana dei cittadini e sul futuro di migliaia di lavoratori”.

Ci si aspetta dunque che le prossime settimane siano un terreno fertile per discussioni e, possibilmente, per rivedere una rotta che sembra già tracciata, ma che trova ancora forti resistenze nella società civile e nelle sue rappresentanze sindacali.