Nuovo intervento delle forze dell’ordine nell’ambito delle attività di contrasto all’inquinamento del Fiume Sarno. A Solofra, i militari del Nucleo Forestale di Serino, in collaborazione con i Carabinieri territorialmente competenti e nell’ambito del protocollo operativo con l’Autorità giudiziaria, hanno denunciato una 58enne del posto, titolare di un’azienda operante nel settore della concia e raffinazione del pellame. Secondo quanto emerso dai controlli effettuati dai militari dell’Arma dei Carabinieri, all’interno dell’opificio sarebbero stati rinvenuti circa 70 fusti in plastica contenenti oli esausti e altri liquidi utilizzati durante il ciclo produttivo. Materiali classificati come rifiuti speciali pericolosi, per i quali – secondo gli accertamenti – non sarebbe stata esibita alcuna documentazione relativa al corretto smaltimento e alla regolare gestione. Nel corso delle verifiche sarebbero inoltre emerse ulteriori irregolarità riguardanti il mancato rispetto delle prescrizioni previste dall’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.). In particolare, la titolare dell’azienda non avrebbe effettuato con regolarità i controlli analitici sulle acque di seconda pioggia né quelli relativi alle emissioni in atmosfera. Alla luce delle violazioni riscontrate, la donna è stata deferita in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino con l’accusa di gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi. Contestualmente sono state elevate due sanzioni amministrative per un importo complessivo di 5mila euro. I controlli dei Carabinieri proseguiranno anche nei prossimi giorni lungo il bacino del Fiume Sarno, area da tempo al centro dell’attenzione per le criticità ambientali legate agli scarichi industriali e alla tutela del territorio.
di Marco Iandolo

