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Sondaggi politici locali, il vento cambia: De Luca arretra, Manfredi avanza. Mastella si rilancia, Nargi al tracollo.

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Luglio 07, 2025
La Campania è al centro di un profondo riassestamento politico.

Il “Governance Poll” del Sole 24 Ore non è soltanto una classifica di popolarità. È, nei fatti, un barometro politico che misura il rapporto tra cittadini e amministratori, ma anche l’orientamento di un elettorato che premia o punisce in modo diretto. E i risultati di quest’anno parlano chiaro: la Campania è al centro di un profondo riassestamento politico.

De Luca perde smalto: inizia la parabola discendente?

Il dato che fa più rumore è il calo di consensi per Vincenzo De Luca, che con il 54% di gradimento scivola al settimo posto nella classifica nazionale dei governatori. Un risultato simbolico per un uomo che per anni ha dominato la scena regionale campana, costruendo un potere personale forte, alimentato da una retorica diretta e da una gestione accentratrice. Il calo, però, non è solo numerico: è politico e strutturale. Il governatore paga lo sfilacciamento del suo blocco civico, le tensioni interne al centrosinistra e l’incapacità di rigenerare una classe dirigente territoriale. A pesare, inoltre, il malcontento crescente su sanità, trasporti e gestione delle autonomie locali.

Manfredi e la scommessa Napoli: il volto istituzionale che convince

In netto contrasto, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi conquista il podio nazionale, arrivando terzo con una percentuale di consenso che lo pone allo stesso livello di Vito Leccese (Bari). Un risultato politicamente pesante, perché certifica che la scelta di puntare su una figura tecnica, lontana dai clamori ma capace di tenere insieme le anime del centrosinistra, sta pagando. Manfredi rappresenta oggi una delle poche carte vincenti del campo largo in Campania, e il suo consenso rafforza non solo la sua leadership cittadina, ma anche il suo potenziale ruolo futuro in uno scenario regionale post-De Luca.

Mastella: il ritorno del politico di razza

Sorprende e fa discutere l’exploit di Clemente Mastella, sindaco di Benevento, che sale al 58% (+6,3%), superando diversi colleghi di città ben più grandi. Mastella, figura storica della politica italiana, dimostra ancora una volta di saper interpretare l’umore dell’elettorato locale e di muoversi con abilità tra i confini della politica nazionale e del pragmatismo amministrativo. Con questo risultato si rilancia anche in chiave strategica: chi lo dava per politicamente finito dovrà ricredersi. Il centro politico torna centrale, e lui ne è il simbolo più astuto e longevo.

Avellino, il caso Nargi: crollo verticale di consenso

Fa rumore il crollo della sindaca di Avellino, Laura Nargi, che con un 42% di gradimento finisce al terz’ultimo posto nazionale. Il dato è una vera e propria bocciatura politica e personale per una sindaca sostenuta da un’area civica trasversale che però, in pochi mesi, ha già perso il rapporto con la città. Il messaggio degli avellinesi è inequivocabile: assenza di visione, instabilità amministrativa e scarsa capacità di ascolto sono stati puniti. E si apre ora un fronte delicatissimo per l’area centrista e moderata, che rischia di perdere un capoluogo già fragile.

Il centrosinistra frena, il centrodestra capitalizza

Nel complesso, l’indagine mostra un rafforzamento del centrodestra a livello regionale, con un podio dominato da governatori di area come Fedriga (Friuli Venezia Giulia). Al contrario, il centrosinistra si conferma competitivo nelle grandi città del Sud ma in affanno nelle province, dove l’assenza di rinnovamento sta lasciando spazi aperti agli avversari. Il 2026 si avvicina, e con esso le prossime elezioni regionali in Campania. Questo sondaggio è più di un’istantanea: è un avviso ai naviganti.

di Marco Iandolo