La partita per le elezioni comunali del 2026 è già cominciata, anche se mancano ancora mesi all’apertura ufficiale della campagna elettorale. In una città segnata dallo shock giudiziario che ha portato al commissariamento del Comune, l’avvocato Giuseppe “Peppino” Cuomo, ex sindaco dal 2010 al 2020, sta lavorando con discrezione ma intensità alla costruzione di una possibile candidatura alla guida di Sorrento. Palazzo Municipale è attualmente amministrato dal commissario prefettizio Rosalba Scialla, nominata dopo l’arresto dell’ex primo cittadino Massimo Coppola, coinvolto in un’inchiesta su presunte mazzette legate agli appalti pubblici. Coppola si trova al momento agli arresti domiciliari presso una struttura religiosa di Valmontone, in attesa degli sviluppi giudiziari. In questo contesto di profonda discontinuità amministrativa, il nome di Cuomo torna con forza nel dibattito politico locale. Dopo aver lasciato la fascia tricolore nel 2020, l’ex sindaco è rimasto per anni lontano dalla scena amministrativa cittadina, mantenendo un profilo basso. Negli ultimi tempi, tuttavia, si registrano contatti, incontri riservati e valutazioni politiche finalizzate alla costruzione di una coalizione civica ampia, capace di intercettare il bisogno di stabilità e credibilità emerso dopo lo scandalo. Negli ultimi cinque anni Cuomo ha svolto attività professionale e, per alcuni mesi, ha anche collaborato a titolo gratuito con l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, esperienza che ha rafforzato il suo profilo istituzionale. Un curriculum che oggi viene letto da molti come un possibile punto di equilibrio in una fase delicata per la città. Ma la corsa alla candidatura non riguarda un solo nome. Tra i profili che circolano negli ambienti politici locali figurano l’ex sindaco Ferdinando Pinto, l’attuale amministratore delegato della Fondazione Sorrento Gaetano Milano, l’assessore del vicino Comune di Sant’Agnello Corrado Fattorusso e l’ex presidente del Consiglio comunale di Sorrento Emiliostefano Marzuillo. Un quadro variegato, che testimonia come la competizione sia ancora aperta e in evoluzione. Il nodo centrale resta la ricostruzione del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, messo a dura prova dagli ultimi eventi. In vista del 2026, Sorrento si prepara a una sfida elettorale che va ben oltre i nomi e le alleanze: in gioco c’è la credibilità amministrativa di una delle città simbolo del turismo italiano.
di Marco Iandolo

