Cultura, memoria e valorizzazione del territorio. Si è svolta il 17 ottobre, presso il Complesso Castellare di Summonte, l’inaugurazione della nuova Sala lettura comunale, seguita dalla presentazione del volume “Summonte. La storia, il castello e i risultati delle campagne di scavo” di Pierina De Simone. Un doppio appuntamento che unisce la promozione della lettura alla riscoperta delle radici storiche del paese. La cerimonia si è aperta con il taglio del nastro da parte del sindaco Ivo Capone e dell’assessore alla Cultura Virginia Dello Russo. A coordinare l’incontro la giornalista Daniela Apuzza. Presenti anche i sindaci di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, e di Manocalzati, Pasquale Tirone, insieme alla consigliera provinciale Katia Renzulli. Sono intervenute, inoltre, la consigliera regionale Francesca Amirante, vicepresidente della VI Commissione, l’archeologa Gabriella Colucci Pescatori, già funzionaria della Soprintendenza di Avellino, e l’autrice del volume. La nuova Sala lettura nasce per offrire ai cittadini, in particolare ai giovani e agli studenti, uno spazio di studio, incontro e condivisione. Come spiegato dall’assessore Dello Russo, il progetto ha preso forma grazie ai volontari del Servizio civile, che hanno recuperato e catalogato testi destinati all’abbandono, rendendoli consultabili attraverso una piattaforma accessibile a tutti. Lo spazio, dotato di Wi-Fi, potrà ospitare anche attività culturali, libroforum, cineforum e iniziative delle associazioni locali. Per il sindaco Capone, l’apertura della sala e la presentazione del volume rappresentano un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del Complesso Castellare, simbolo identitario di Summonte. Un patrimonio da preservare e condividere, rafforzando al tempo stesso la collaborazione tra i Comuni del territorio. Di particolare rilievo l’intervento di Gabriella Colucci Pescatori, che ha ripercorso i risultati delle campagne archeologiche, dalle strutture militari di epoca normanna e angioina al nucleo abitativo medievale, con testimonianze comprese tra il XIV e il XVIII secolo, fino alle chiese di San Vito e San Nicola. Un patrimonio che trova oggi una nuova occasione di conoscenza attraverso la ricerca, il restauro, la musealizzazione e la pubblicazione scientifica. Francesca Amirante ha sottolineato il valore della nuova struttura, richiamando però l’attenzione sulla necessità di garantirne la continuità nel tempo. Per mantenere vivi luoghi come questo, ha evidenziato, non bastano gli spazi restaurati: servono personale qualificato, presenza stabile e capacità di intercettare risorse e opportunità. “Bisogna investire non solo sulle mura, ma sulle persone che li fanno vivere”, ha ribadito. A illustrare il volume è stata infine Pierina De Simone, che ha presentato il risultato di ricerche storiche, archivistiche e archeologiche avviate a partire dal 1994-1995 e proseguite con le campagne di scavo del 2002 e del 2004-2005. Gli studi offrono nuovi elementi per ricostruire le diverse fasi di occupazione della Torre e del Castello, restituendo alla comunità una conoscenza più approfondita di uno dei luoghi più rappresentativi del paese. L’inaugurazione della Sala lettura e la presentazione del libro segnano così un momento significativo per Summonte: un’occasione per trasformare la memoria storica in una risorsa viva, capace di alimentare cultura, partecipazione e identità.
di Mat. Lib.


