Rauseo: “La presentazione di ben sei candidature dalla Campania è un grave errore strategico, sintomo di una preoccupante mancanza di dialogo istituzionale”.
Barone: “Il rischio è di perdere un’occasione importante, con conseguenze negative per i cittadini, penalizzati da una classe dirigente divisa e priva di visione”.
La proroga dei termini non è quindi un semplice atto amministrativo, ma una scelta strategica: guadagnare tempo per consolidare il consenso e raccogliere un numero ancora maggiore di adesioni, trasformando la candidatura in un progetto corale che parli con una sola voce al Ministero della Cultura.
La candidatura nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura come leva strategica per la crescita, l’innovazione, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile, in piena coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.