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Tensioni e Dialoghi al 36° Congresso dell’ANM a Palermo

In POLITICA
Maggio 10, 2024

La Giustizia italiana si ritrova ancora una volta al centro di un vivace dibattito, durante il 36° congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), evento che ha richiamato a Palermo numerose figure di spicco del panorama politico e giuridico nazionale. Il congresso, intitolato “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”, ha offerto una piattaforma per discutere questioni delicate e cruciali come le riforme, la separazione delle carriere e l’abolizione del reato di abuso d’ufficio.

La presenza del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nonostante le iniziali incertezze sulla sua partecipazione, ha rappresentato un momento di particolare rilevanza. Nordio, ex pm, arrivato direttamente dal G7 sulla Giustizia, ha voluto dimostrare il suo rispetto verso i magistrati, enfatizzando la sua presenza come “una manifestazione di rispetto verso i rappresentanti della magistratura”. Queste parole anticipavano un tentativo di dialogo in un clima fino ad ora teso e spesso conflittuale.

Al centro dell’arena di confronto, il presidente dell’ANM, Giuseppe Santalucia, ha tenuto un discorso incisivo, esprimendo una ferma opposizione al progetto di separazione delle carriere, portato avanti dal Governo. Santalucia ha enfaticato come tale progetto potrebbe, a suo avviso, indebolire la giurisdizione penale e alterare significativamente l’assetto attuale che vede il pubblico ministero e il giudice partecipare della stessa formazione e cultura giuridica.

Un altro tema caldo trattato è stato quello dell’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, misura questa vista da Santalucia come un pericoloso tentativo di ridurre l’efficacia dell’azione giudiziaria nel paese.

La reazione del pubblico ai vari interventi è stata indicativa del clima generale. Mentro il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha cercato di calmare gli animi invocando il dialogo come unico strumento per porre l’interesse generale al di sopra di quello delle parti, il suo intervento è stato accolto con un applauso timido, a riprova delle tensioni ancora vivide.

In netto contrasto, un caloroso applauso ha salutato l’arrivo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, testimonianza del rispetto unanime verso una figura considerata da molti un garante di equidistanza e integrità.

Al di fuori dei confini del convegno, la politicizzazione della giustizia ha continuato a far discutere, come evidenziato dalle parole di Matteo Salvini, che ha colto l’occasione per commentare l’arresto del Governatore della Liguria, Giovanni Toti, chiedendo trasparenza e giustizia equa.

Nordio, nel suo ruolo di custode delle indagini, ha ribadito un punto cruciale: in una società democratica non spetta all’indagato provare la propria innocenza, ma all’accusatore dimostrare la colpevolezza.

I lavori del Congresso dell’ANM si prospettano quindi come un campo di battaglia ideologico e pratico, dove il futuro della giustizia italiana verrà saggiato in termini di imparzialità, efficienza e indipendenza. Se da un lato il dialogo sembra aprirsi a nuove possibilità, resta il dubbio su quanto sarà effettivamente costruttivo e a lungo termine.