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Sindaci del Sud in Rivolta Contro l’Autonomia Differenziata

In POLITICA
Gennaio 15, 2024
Presìdi e proteste annunciate per il 16 gennaio in difesa della coesione territoriale e contro i rischi di sperequazione tra Nord e Sud.

A poche ore dall’importantissimo appuntamento politico che vedrà il Senato impegnato a discutere la riforma dell’autonomia differenziata, un acceso dibattito infiamma il panorama amministrativo italiano. Diverse città del Mezzogiorno si stanno mobilitando in vista di una giornata di presidio contro una riforma considerata pericolosa per l’equità e lo sviluppo del Sud Italia.

I sindaci del Sud, uniti in una presa di posizione condivisa, hanno espresso preoccupazione e dissenso rispetto al progetto di autonomia differenziata promosso dal governo. A loro avviso, l’iniziativa non sortirebbe il miglioramento della gestione delle risorse e dell’efficienza amministrativa promesso, ma porterebbe a un aggravamento delle difficoltà che già oggi affliggono le regioni meridionali del Paese.

Le preoccupazioni manifestate dai primi cittadini trovano fondamento in numeri preoccupanti. Viene citato, ad esempio, il calcolo che vede le regioni meridionali penalizzate da un taglio significativo di risorse finanziarie, precisamente 7,6 miliardi di euro, sul totale di 15,9 miliardi previsti da una revisione del PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) ottenuta dal ministro Raffaele Fitto.

A rendere ancora più critica la percezione di questa riforma contribuisce l’eliminazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) e il ridirezionamento di 4,4 miliardi di euro dal fondo perequativo infrastrutturale, già oggi fonte di un divario infrastrutturale marcato tra il Nord, dotato di reti ferroviarie e stradali ad alta velocità, e il Sud, ancora alle prese con ritardi e servizi non all’altezza.

Nel comunicato rilanciato dall’associazione dei sindaci del Sud, si legge la forte preoccupazione che l’autonomia differenziata possa rappresentare “il colpo di grazia” per la coesione nazionale in termini di pari opportunità e sviluppo. Da qui l’appello accorato a tutti i senatori eletti nei collegi del Mezzogiorno affinché si facciano promotori di un forte dissenso che protegga le terre di provenienza, le storie, le culture e le speranze di tutte quelle generazioni che vedono nel Sud non solo il luogo dove sono nati, ma anche quello dove costruire il proprio futuro.

L’appuntamento in piazza per i sindaci e i cittadini del Sud è fissato per domani, 16 gennaio, data in cui si attendono momenti di profonda riflessione ma anche di forte tensione politica per un’Italia sempre più alla ricerca di un punto di equilibrio tra le esigenze di autonomia regionale e l’indispensabile solidarietà nazionale.