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Turismo in Italia: alla Ricerca di un Equilibrio tra Massificazione e Sostenibilità

In ECONOMIA
Novembre 18, 2024

Il settore turistico italiano si trova di fronte a una svolta cruciale. Da una parte, c’è l’overtourism che affolla spiagge e città d’arte, spingendo infrastrutture e servizi al limite. Dall’altra, emerge prepotentemente l’esigenza di un turismo più responsabile e rispettoso. Con il 75% dei visitatori concentrati in appena il 4% del territorio nazionale, destinazioni come Venezia, che pur rappresentando solo lo 0,1% della superficie italiana, attraggono il 12% dei turisti nel Paese, la pressione su alcune aree è insostenibile.

Il turismo, con le sue 450 milioni di presenze annuali, riveste un ruolo cruciale nell’economia italiana, posizionandosi come la terza destinazione più visitata nell’Unione Europea. Tuttavia, eventi come la pandemia di Covid-19 e i cambiamenti climatici hanno evidenziato la fragilità di questo settore. Ad esempio, nel 2024, si è verificata una riduzione del 25% dei visitatori nei luoghi Unesco durante i mesi estivi, un calo attribuibile alle crescenti preoccupazioni ambientali e alla consapevolezza dei limiti della capacità ricettiva delle località.

In tale contesto, si è discusso del futuro del turismo a Cison di Valmarino, durante il secondo Forum nazionale sul Turismo sostenibile e i siti patrimonio dell’Umanità. Qui emerge il concetto di “ecosistema turistico smart”, una visione che intende valorizzare l’autenticità dei territori, dalle tradizioni culturali al patrimonio naturale, attraverso l’innovazione digitale e approcci responsabili che promuovano la destagionalizzazione.

Per rispondere a queste sfide, il Ministero del Turismo ha istituito fondi per il triennio 2023-2025, inclusi 34 milioni di euro per i piccoli comuni a vocazione turistica e 25 milioni per il turismo sostenibile. Ulteriormente ambizioso è il progetto “Digital and Sustainable Tourism Hub”, dotato di 144 miliardi di euro fino al 2026, per sviluppare una piattaforma web che integri e valorizzi l’offerta turistica italiana.

Guardando alle specificità regionali, il rapporto di Thea Group ha rilevato che regioni come Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Basilicata e Sicilia mostrano un buon equilibrio tra domanda e offerta turistica, mentre Molise e Umbria hanno un eccesso di offerta, il Nord Italia un surplus di domanda per il turismo culturale e il Sud per quello balneare.

L’Italia, con i suoi 60 siti Unesco, ha una ricca eredità culturale e paesaggistica, che va protetta e valorizzata. Di fronte alle sfide contemporanee, il passaggio a un modello di turismo slow, più consapevole e distribuito lungo tutto l’anno e su tutto il territorio, potrebbe non solo alleviare la pressione sulle aree più soggette a overtourism, ma anche rilanciare e valorizzare quelle meno conosciute. Questo cambiamento non solo è necessario per la sostenibilità ambientale e culturale dell’Italia, ma rappresenta anche un’opportunità economicamente vantaggiosa che può generare un modello di sviluppo più equilibrato e duraturo.