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Venduto lo storico stabilimento Olivetti di Agliè

In ECONOMIA
Gennaio 09, 2024
La culla della leggendaria "Lettera 22" si prepara a una nuova vita con il cambio di proprietà e le imminenti opere di recupero.

La storia dell’industria italiana si intreccia inesorabilmente con quella del piccolo comune di Agliè, situato nella provincia di Torino, il quale per decenni è stato testimone dell’ascesa e del declino di uno dei gioielli del design e della produzione nazionale: la famosa macchina da scrivere “Lettera 22” prodotta dalla Olivetti.

Ma le pagine del tempo continuano a girare, e con esse anche quelle degli stabilimenti una volta cuore pulsante dell’innovazione. È di pochi giorni fa la notizia che l’ex stabilimento Olivetti di Agliè ha cambiato ufficialmente proprietario. Il Consorzio insediamenti produttivi, che deteneva la parte di comprensorio, ha ceduto la proprietà alla società Immobiliare Besa, ben nota nel panorama industriale per la storica cartiera di Parella e per essere sito operativo della Osai Spa.

Questo passaggio rappresenta non solo la fine di un’epoca, ma anche l’inizio di una nuova fase per il sito, che si dice verrà riqualificato e riportato a nuova vita. Oltre ad aver ottenuto luce verde per il cambio di proprietà, la struttura è attualmente interessata da lavori di bonifica che dovrebbero estendersi per i prossimi due anni. Questo processo è essenziale per garantire che l’area sia libera da inquinanti e pronta per ospitare future attività produttive.

Si chiude così un capitolo importante della storia industriale del territorio, ma allo stesso tempo si aprono prospettive di rilancio e di sviluppo economico. Gli investitori e i promotori del progetto si sono detti fiduciosi nel poter creare nuove opportunità insediative che possono stimolare il tessuto economico locale e aprire la strada alla creazione di nuovi posti di lavoro.

L’Olivetti di Agliè aveva chiuso i battenti nel 2008, lasciando dietro di sé un’eredità fatta di design premiato, innovazioni tecnologiche e una storia industriale di successo e di sfide. La sua rinascita sarebbe un omaggio non solo al passato glorioso che ha reso famoso il marchio Olivetti nel mondo, ma anche a un futuro che guarda all’innovazione e alla sostenibilità ambientale.

Mentre i cittadini di Agliè e gli ex lavoratori dell’Olivetti attendono di vedere come si evolverà la situazione, c’è chi già immagina che il rinnovo dell’ex stabilimento possa diventare un simbolo tangibile di come il patrimonio industriale possa essere trasformato e trovargli una nuova identità nel contesto contemporaneo.

Rimane dunque in sospeso la curiosità verso ciò che l’ex stabilimento diventerà, ma una cosa è certa: le mura che un tempo suonavano al ritmo delle “Lettera 22” non sono destinate al silenzio, e presto potrebbero raccontare una nuova, intrigante storia di rinascita industriale.