140 views 3 mins 0 comments

Vincenzo Visco e il Ritorno del Redditometro: una Nuova Era nella Lotta all’Evasione Fiscale

In ECONOMIA
Maggio 21, 2024

In un contesto sempre più focalizzato sulla lotta all’evasione fiscale, la proposta di reintroduzione del redditometro ha scatenato un’ampia discussione. Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze e dell’Economia, ha espresso un netto favore verso questo strumento, evidenziando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie in termini di accertamenti fiscali.

Durante un’intervista rilasciata all’ANSA, Visco ha sottolineato come l’attuale disponibilità di dati, integrata all’uso dello strumento dell’intelligenza artificiale, possa effettivamente avvicinarsi notevolmente alla rilevazione del reddito effettivo di un contribuente. Questo, secondo l’ex ministro, potrebbe superare le criticità precedentemente legate al redditometro, come la limitata applicazione e le resistenze da parte dell’autorità per la privacy, che Visco ritiene essere infondate.

Il redditometro, benché non esente da critiche nell’impiego passato, poteva essere un prezioso alleato negli accertamenti induttivi, ossia quei procedimenti che cercano di rilevare incongruenze tra il tenore di vita e i redditi dichiarati. Ciò che ha fatto storcere il naso a molti in passato era la percezione che fosse il contribuente a dover dimostrare la propria innocenza piuttosto che all’Agenzia delle Entrate dimostrare l’evasione.

Le nuove tecnologie informatiche e l’intelligenza artificiale possono ora raffinare e migliorare l’efficacia di strumenti come il redditometro. Sebbene Visco non abbia consultato il recente decreto ministeriale del MEF, la sua approvazione di principio sull’approccio proposto è chiara. “Con le informazioni a nostra disposizione oggi – banche dati dettagliate su viaggi, leasing di auto, barche o aerei, pernottamenti in hotel e movimenti finanziari – si può ottenere una stima accurata del reddito, facilitata enormemente dagli algoritmi,” ha spiegato Visco.

Un elemento di rilievo è la sorprendente tempistica della discussione su questo strumento, riportato alla luce in un periodo elettorale, fatto che non manca di suscitare interrogativi sulla sincera volontà politica di attuare una riforma efficace o se sia più un acuto gioco di strategia politica.

Nonostante le critiche, tra cui le voci che parlano di un orwelliano ‘Grande Fratello fiscale’, Visco difende il redditometro come un passo verso la “civiltà fiscale”. Per lui, il sistema proposto non soltanto mira a equilibrare il carico fiscale ma a garantisare che tutti contribuiscano alla comunità in maniera giusta e proporzionale.

Oggi come in passato, quando Visco era a capo del Ministero, il suo obiettivo rimane chiaro: ridurre drasticamente l’evasione fiscale. Lui stesso afferma con orgoglio di aver ottenuto significativi risultati durante i suoi mandati. Resta da vedere quanto l’attuale governo sarà in grado di capitalizzare su queste tecnologie avanzate per tradurre le intenzioni in risultati tangibili.

In conclusione, la rinascita del redditometro sotto l’egida della tecnologia moderna potrebbe segnare l’inizio di una nuova era nella lotta contro l’evasione fiscale in Italia. Un’era che, guidata dalle potenzialità dell’IA e delle analisi dati, promette di essere meno invasiva e più accurata, trasformando il fisco da temuto ‘nemico’ a giusto ‘alleato’ dei cittadini onesti.