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ZES, Montefredane chiede più spazio ai Comuni: la proposta del sindaco Aquino per sbloccare gli investimenti nel Sud

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Febbraio 17, 2026
Lettera al sottosegretario Sbarra: “Serve una progettazione intercomunale per valorizzare le aree produttive e garantire pari accesso ai fondi”.

È “lodevole e di grande importanza” l’iniziativa del Governo che, attraverso l’Avviso pubblicato dalla Struttura di missione ZES, in attuazione della delibera CIPESS n. 81 del 29 novembre 2024, consentirà di finanziare interventi infrastrutturali strategici nelle aree ZES del Mezzogiorno.  A sostenerlo è il sindaco di Montefredane, in provincia di Avellino, Ciro Aquino, che ha scritto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche del Sud, Luigi Sbarra, per chiedere un chiarimento e soprattutto un’estensione interpretativa delle modalità di partecipazione al bando.  Montefredane, ricorda il primo cittadino, è stato il primo Comune in Italia a ottenere un’autorizzazione ZES, un dato simbolico che conferma la centralità dei territori a forte vocazione produttiva nel percorso di sviluppo economico del Mezzogiorno. Un primato che oggi spinge l’amministrazione comunale a farsi promotrice di una proposta che guarda oltre i confini locali.

La proposta: unire i Comuni per contare di più

Nella lettera inviata al Governo, Aquino propone di consentire esplicitamente la partecipazione al bando anche attraverso convenzioni tra due o più Comuni, purché dotati di aree PIP (Piani per Insediamenti Produttivi) e ricadenti nelle zone dei Consorzi per lo sviluppo industriale (ASI).  Una possibilità che riguarderebbe in particolare le regioni del Sud: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, territori accomunati da grandi potenzialità industriali ma spesso frenati da limiti strutturali.

Le criticità dei Consorzi industriali

“Molti territori a forte vocazione industriale – evidenzia Aquino – non hanno potuto negli anni procedere a un’adeguata infrastrutturazione delle aree produttive a causa delle difficoltà economico-finanziarie dei Consorzi industriali, nonostante una forte richiesta di insediamento da parte delle imprese”.  Una situazione che ha prodotto, in diversi casi, aree industriali incompiute o sottoutilizzate, incapaci di attrarre nuovi investimenti proprio per la mancanza di servizi essenziali: viabilità, reti idriche, fognarie, digitali ed energetiche.

Progettazione integrata per sbloccare lo sviluppo

Da qui la richiesta di favorire forme di progettazione integrata intercomunale, in modo da mettere in rete più enti locali, condividere risorse, competenze e visione strategica. L’obiettivo è superare le frammentazioni amministrative e rendere realmente efficace lo strumento ZES come leva di sviluppo.  “Solo così – conclude il sindaco – sarà possibile rafforzare la competitività dei territori del Sud, garantire pari opportunità di accesso alle risorse previste dall’Avviso ZES e sostenere nuovi investimenti e occupazione”.  Un appello che va oltre il caso di Montefredane e che si propone come modello per l’intero Mezzogiorno: fare squadra tra Comuni per trasformare la ZES da occasione formale a motore reale di crescita economica e industriale.

di Marco Iandolo