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Cinquant’anni Dopo: Brescia Ricorda la Strage di Piazza della Loggia

In POLITICA
Maggio 28, 2024

Il 28 maggio 1974, una giornata che doveva essere di protesta pacifica a Brescia si trasformò in uno degli episodi più tragici della storia contemporanea italiana quando una bomba esplose in Piazza della Loggia. L’attentato, di chiara matrice neofascista, causò la morte di otto persone e lasciò oltre cento feriti, alcuni dei quali con gravi menomazioni permanenti. Dopo cinque decenni, l’eco di quella mattina di terrore riecheggia ancora nelle parole e nei cuori dei bresciani, come dimostrato dalle recenti commemorazioni.

Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha onorato questa giornata di memoria, partecipando agli eventi commemorativi a Brescia, affermando con emozione: “Oggi la Repubblica è qui, in Piazza della Loggia”. Le sue parole hanno rimarcato il sentimento di un’intera nazione che, nonostante il passare degli anni, continua a cercare verità e giustizia. Durante la cerimonia di deposizione della corona, il presidente ha incontrato le famiglie delle vittime, condividendo il sentimento di perdita e resilienza che questi cinquant’anni non hanno scalfito.

Il teatro del dolore si è spostato dal luogo dell’attentato al Teatro Grande di Brescia, dove Mattarella ha tenuto un discorso che ha delineato la cronologia degli attacchi terroristici che hanno insanguinato l’Italia negli anni ’70 e ’80, partendo dalla strage di Piazza Fontana a Milano nel 1969, fino agli attacchi di Bologna e di San Benedetto Val di Sambro. Questi atti di violenza, insieme alla difficoltosa ricerca di giustizia, caratterizzata da depistaggi e inefficienze, non hanno fermato il desiderio collettivo di verità.

Il presidente ha inoltre rilevato la minaccia che questi atti terroristici hanno rappresentato per la Repubblica, descrivendo i loro autori non come rappresentanti dello Stato, ma come traditori della nazione. Contro ogni forma di terrorismo, l’Italia ha saputo resistere e riaffermare i valori della democrazia e della legalità. La commemrazione è stata anche un momento per ricordare l’importanza dell’unità nazionale e della solidarietà tra le generazioni, elementi essenziali per garantire che tali tragedie non trovino più spazio nella società.

Nei racconti personali emerge la profondità del dolore ma anche la forza di chi è rimasto. Beatrice Bazoli, che all’epoca aveva solo dieci anni, ha raccontato il peso delle parole mai più pronunciate alla madre perduta. La sua testimonianza ha commosso l’auditorio, evidenziando quanto il trauma individuale si intrecci con la memoria collettiva.

Infine, la proiezione del docufilm “10′ e 12” ha permesso di rivivere quei momenti attraverso immagini e suoni dell’epoca, offrendo una riflessione sull’importanza dell’immagine nella conservazione della memoria storica.

Cinquant’anni dopo, la strage di Piazza della Loggia rimane una ferita aperta nella storia dell’Italia, un promemoria doloroso della lotta contro la violenza politica e dell’impegno costante verso la difesa dei valori democratici. Con la presenza di Mattarella e il ricordo vivo nelle menti dei partecipanti, Brescia e l’Italia intera rinnovano il loro impegno a non dimenticare e a lottare per un futuro di pace e giustizia.