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ABI Sollecita Maggiore Protezione per Dipendenti Bancari Segnalanti

In ECONOMIA
Marzo 20, 2024

Nel quadro di una crescente preoccupazione per la sicurezza dei dati e l’integrità del settore bancario, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) si fa portavoce della necessità di rafforzare la tutela della riservatezza per i dipendenti del settore che effettuano segnalazioni di operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF). Una recente lettera indirizzata dalla leadership dell’ABI alla Presidente del Consiglio e ai dirigenti di diversi enti e istituzioni, sollecita misure concrete in risposta all’indagine sui dossier e in un contesto segnato da minacce quali la diffusione non autorizzata di informazioni e gli attacchi informatici.

Il segnalante, o whistleblower, riveste un ruolo cruciale nel sistema di allerta precoce contro il riciclaggio di denaro e altre attività illecite: il suo coraggio nel riportare atti sospetti contribuisce a mantenere integro e trasparente il sistema finanziario. Tuttavia, senza garanzie di anonimato e protezione, questi individui rischiano di esporre se stessi a ritorsioni e danni reputazionali.

L’ABI evidenzia la necessità di un quadro giuridico che non solo incoraggi la segnalazione delle operazioni sospette ma che altresì offra un concreto scudo protettivo per coloro che, adempiendo al proprio dovere, si trovino a essere vulnerabili davanti ad atti vendicativi o esposizioni indesiderate. La preoccupazione dell’associazione si spinge fino al timore che gli stessi dipendenti bancari possano diventare vittime involontarie di attività illegali volte appunto a sfruttare le informazioni sensibili segnalate.

Le istituzioni sono quindi chiamate a rispondere a questa esigenza di sicurezza, lavorando in sinergia con le banche e altri organismi finanziari per stringere le maglie attorno a una tutela adeguata, che non smorzi lo spirito di iniziativa e responsabilità dei dipendenti, ma anzi lo stimoli, sapendo di poter contare su un ambiente di lavoro sicuro e su una legislazione che li appoggi pienamente nel loro ruolo chiave per la lotta al crimine finanziario.

L’ABI pone dunque un accento particolare sulla necessità di una regolamentazione che vada di pari passo con le sfide imposte da un mondo sempre più digitalizzato e interconnesso, dove i pericoli possono manifestarsi in modi sempre nuovi e inaspettati. L’attesa è ora rivolta alle autorità competenti per vedere come e in che tempi risponderanno a questa chiamata all’azione, al fine di rafforzare la fiducia nel sistema bancario e proteggere coloro che lavorano, spesso dietro le quinte, per garantirne l’integrità.