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Acciaierie d’Italia e il Nucleo dell’Inquinamento: Indagini su Lucia Morselli e Altri

In ECONOMIA
Luglio 18, 2024

Nella trama industriale e ambientale che avvolge Taranto, emergono nuove e inquietanti verità. Lucia Morselli, già nota alle cronache per la sua gestione di Acciaierie d’Italia, è centralmente coinvolta in una serrata indagine conduzione dalla Procura tarantina. L’accusa, grave e articolata, include la partecipazione a un’associazione a delinquere, mirata espressamente alla perpetratazione di inquinamento, danno ambientale e frode nei confronti dello Stato.

Non è sola, Morselli. La rete si allarga a includere altre otto persone, tra cui figure chiave all’interno della gestione passata e presente dell’ex Ilva: il segretario Carlo Kruger, i dirigenti Francesco Alterio, Adolfo Buffo e Paolo Fietta, ex direttori dello stabilimento come Vincenzo Dimastromatteo e Alessandro Labile, insieme a Antonio Mura, procuratore di AdI, e il dipendente Felice Sassi. Le responsabilità mostrano un disegno ben chiaro di mancata manutenzione e malagestione critica degli impianti, con particolare riguardo alle tubature della rete di gas-coke.

Dai dossier investigativi emerge un modus operandi allarmante che si protenderebbe dal 2018 ad oggi. I soggetti in esame avrebbero sistematicamente tralasciato la manutenzione necessaria delle tubature nel reparto Cokeria e Sottoprodotti, causando un degeneramento significativo della qualità dell’aria a Taranto. Le rilevazioni delle stazioni di monitoraggio non lasciano spazio a dubbi: l’aumento delle concentrazioni di benzene nell’aria è un fatto misurabile e diretta conseguenza di queste attività negligenti.

L’episodio si ripercuote in modo diretto addirittura sulla salute dei lavoratori, apparentemente esposti, senza le dovute precauzioni, a sostanze di alta nocività come cancerogene, mutagene e teratogene. Il disastro non si ferma al danno ambientale e alla salute pubblica, ma si estende alle casse dello Stato, con una presunta frode legata alle quote di Co2.

Questa nuova indagine si annoda a precedenti filoni investigativi che già vedevano Morselli indagata. Con la direzione delle indagini sotto l’esperta guida del procuratore Eugenia Pontassuglia, si aggiunge un ulteriore tassello all’ormai ampio puzzle della responsabilità industriale nell’area di Taranto, storicamente vessata da questioni ambientali gravi.

Questo nuovo sviluppo impone una riflessione profonda sullo stato della regolamentazione e del controllo delle pratiche industriali, in particolare in aree ad alta densità produttiva come quella di Taranto. Diviene inoltre imperativo ponderare il bilanciamento tra interessi economici e tutela della salute pubblica e dell’ambiente, un equilibrio da sempre fragile e ora chiaramente compromesso secondo le rivelazioni dell’indagine in corso.

L’arte dell’amministrazione industriale, così come la responsabilità civile e penale degli amministratori, sono chiamate ora più che mai a un esame severo e non più procrastinabile nei tribunali ma anche nella coscienza collettiva della comunità. Con la salute delle persone e la salvaguardia dell’ambiente in bilico, la questione Acciaierie d’Italia si configura come un chiaro crocevia tra l’industria e l’etica, tra la legge e la sua effettiva applicazione.