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Eboli, omicidio del giornalista Esposito, fermato un 26enne tunisino: “Ha confessato il delitto”

In CAMPANIA, CRONACA, SALERNO
Luglio 25, 2026
Svolta nelle indagini della Procura di Salerno: il giovane, rintracciato in un casolare abbandonato dopo due giorni di ricerche, avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Decisive le impronte, i tabulati telefonici e il ritrovamento degli effetti personali della vittima.

Svolta nelle indagini sull’omicidio del giornalista Luigi Esposito, conosciuto anche come Luca Esposito, il 53enne trovato senza vita lo scorso 19 luglio nelle campagne di Eboli. Nella tarda serata di ieri i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito il fermo di un cittadino tunisino di 26 anni, ritenuto il presunto autore del delitto.  L’operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno ed è arrivata al termine di due giorni di intense ricerche, condotte con il supporto del Reparto Indagini Tecniche del ROS e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia. Il giovane è stato individuato all’interno di un casolare abbandonato nella località Cioffi, dove si era nascosto. Alla vista dei militari avrebbe tentato la fuga per poi barricarsi nell’edificio, prima di essere bloccato. Secondo quanto riferito dagli investigatori, gli elementi raccolti avrebbero consentito di individuare rapidamente il sospettato. Tra le prove ritenute determinanti figurano un’impronta digitale rinvenuta sull’autovettura della vittima, i contatti telefonici intercorsi tra i due e l’analisi delle celle telefoniche utilizzate nelle ore precedenti al delitto.  Nel corso della perquisizione del casolare, i Carabinieri hanno inoltre trovato nella disponibilità del fermato il telefono cellulare e una carta di pagamento elettronica appartenenti al giornalista.  La ricostruzione investigativa ipotizza che Esposito e il giovane si conoscessero già da tempo e che il giorno dell’omicidio si fossero dati appuntamento dopo essersi sentiti telefonicamente. Durante l’incontro sarebbe scoppiata una violenta lite, al culmine della quale il 26enne avrebbe colpito ripetutamente la vittima, provocandole numerose fratture.  Gli accertamenti autoptici preliminari, sempre secondo la Procura, avrebbero inoltre evidenziato che, dopo l’aggressione, il corpo sarebbe stato dato alle fiamme utilizzando materiale plastico, una coperta e sterpaglie quando il giornalista era ancora in vita. Condotto negli uffici del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Salerno, il giovane avrebbe deciso di collaborare con gli inquirenti. Durante l’interrogatorio, svoltosi alla presenza del proprio difensore e del pubblico ministero titolare delle indagini, avrebbe reso un’ampia confessione, spiegando le motivazioni del gesto.  Il 26enne è stato trasferito nella casa circondariale di Salerno, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida del fermo da parte del Giudice per le indagini preliminari. L’inchiesta prosegue per chiarire nel dettaglio il movente e ricostruire con precisione tutte le fasi che hanno portato al tragico omicidio del giornalista.

di Marco Iandolo