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ACS Avellino, sindacati sul piede di guerra: proclamato lo stato di agitazione

In AVELLINO, CAMPANIA, ECONOMIA
Aprile 20, 2026
Preoccupazione per il futuro dei lavoratori della partecipata comunale: “Il tempo è scaduto, servono risposte immediate entro il 30 giugno”.

Cresce la tensione attorno al futuro di ACS – Città Servizi di Avellino. Le organizzazioni sindacali hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti della società partecipata, avviando contestualmente la procedura di raffreddamento prevista dalla normativa vigente.  La decisione arriva all’indomani della riunione del 15 aprile 2026, alla quale hanno preso parte i rappresentanti dell’amministrazione e della struttura commissariale. Un confronto che, secondo i sindacati, non ha fornito le garanzie necessarie sul destino occupazionale dei lavoratori. Al centro delle preoccupazioni c’è l’incertezza che continua ad avvolgere il percorso di salvaguardia dei posti di lavoro. Nonostante le dichiarazioni di intenti da parte dell’Ente, le sigle sindacali denunciano l’assenza di un piano concreto e definito, in un contesto reso ancora più critico dall’avvicinarsi della scadenza del 30 giugno. “Il tempo è scaduto” – è il messaggio chiaro lanciato dalle organizzazioni dei lavoratori, che sottolineano come non sia più possibile rinviare decisioni fondamentali né demandarle a futuri assetti amministrativi. I sindacati chiedono una soluzione definitiva che eviti misure drastiche e garantisca la continuità occupazionale per tutti i dipendenti di ACS. Nel corso dell’incontro, il delegato dell’Ente si è impegnato a farsi portavoce delle istanze emerse, assicurando un riscontro entro cinque giorni. Ora l’attenzione resta tutta puntata sulle prossime mosse dell’amministrazione. In assenza di risposte concrete, il rischio è quello di un’escalation della protesta, in un clima già fortemente segnato da preoccupazione e incertezza.

di Marco Iandolo