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Addio a Franco Di Mare, un pilastro del giornalismo italiano

In POLITICA
Maggio 20, 2024

La perdita di Franco Di Mare, avvenuta il 17 maggio all’età di 68 anni a causa di un mesotelioma, ha segnato un momento di profonda riflessione nel mondo del giornalismo italiano. La cerimonia funebre, svoltasi nella chiesa di Santa Maria in Montesano a Roma, ha visto la partecipazione non solo della famiglia e degli amici, ma anche di figure di spicco del panorama mediatico e istituzionale del paese.

Il giornalista e ex direttore di Rai3, ricordato per il suo impegno nel raccontare storie di rilevanza sociale con un approccio diretto e umanista, è stato commemorato in una chiesa colma di affetto e rispetto. Tra i presenti, importanti esponenti della Rai, come l’amministratore delegato Roberto Sergio, il direttore generale Giampaolo Rossi e la presidente Marinella Soldi. A rendere omaggio a Di Mare, anche noti colleghi come Bruno Vespa, Francesco Giorgino, Alberto Matano e Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio.

Il funerale di Franco Di Mare non è stato solo un momento di lutto, ma ha anche offerto l’occasione per riflettere sull’importanza del giornalismo etico e sulla responsabilità dei media nel plasmare una società informata e consapevole. La sua carriera è stata un chiaro esempio di dedizione alla verità e alla giustizia, principi che hanno guidato il suo lavoro sia come inviato che come direttore.

Di Mare era conosciuto per la sua capacità di trasmettere con passione le vicende più complesse, avvicinando il pubblico alle realtà meno note attraverso un racconto sempre empatico ed equilibrato. La sua scomparsa lascia un vuoto nel panorama giornalistico italiano, ma anche un’eredità di integrità professionale che continua a ispirare giovani giornalisti.

La cerimonia ha sottolineato come la figura di Di Mare sia stata fondamentale non solo per la Rai, ma per il giornalismo italiano in generale. I discorsi tenuti durante il funerale hanno ricordato il suo coraggio nell’affrontare temi scomodi e la sua instancabile ricerca della verità, elementi che lo hanno distinto nel suo campo.

Oltre al cordoglio, l’evento ha suscitato una riflessione collettiva sulla responsabilità dei giornalisti di oggi, chiamati a seguire l’esempio di Di Mare nel trattare l’informazione con rigore, onestà e sensibilità. In questo senso, la sua eredità transcende la sua opera, diventando un simbolo di ciò che il giornalismo dovrebbe sempre aspirare ad essere.

Mentre le campane di Santa Maria in Montesano suonavano in sua memoria, il sentimento prevalente tra i partecipanti era di gratitudine per aver avuto la possibilità di conoscere e lavorare con una persona di straordinaria profondità umana e professionale. Franco Di Mare ha tracciato una rotta che molti dopo di lui sperano di poter seguire, una rotta caratterizzata da un impegno incrollabile verso l’integrità e l’empatia.

In questo triste addio, si rinnova l’invito a tutti gli operatori dell’informazione a mantenere alto l’ideale di un giornalismo che, come insegnava Di Mare, serve il pubblico con onore e dedizione.