È con pesante tristezza che l’Italia saluta Giulio Santagata, ex parlamentare e ministro, morto a 74 anni nella sua città natale di Modena. Economista di professione e figura di spicco nella politica italiana, Santagata lascia un’eredità di impegno civico e di visione progressista all’interno del panorama nazionale.
Nato a Zocca, Santagata entra in politica attraverso le file de La Margherita, diventando parlamentare per la prima volta nel 2001. Il suo impegno trova nuova linfa con la partecipazione attiva alla costituzione dell’Ulivo nel 2006, dimostrando di essere non solo un politico di valore ma anche un innovatore capace di contribuire a inedite formazioni politiche.
Il suo spirito intraprendente si manifesta pienamente nel febbraio del 2005 quando fonda la Fabbrica del Programma a Bologna, prendendo le redini nella costruzione di un programma organico per l’alleanza de L’Unione. Il lavoro si concretizza pienamente quando assurge al ruolo di ministro per l’attuazione del programma nel secondo esecutivo del Governo Prodi, posizione che ricopre fino al 2008.
La sua carriera si distingue per l’impegno convinto verso un’Italia più equa e solidale, un impegno che si riflette non solo nelle sue azioni politiche ma anche nelle relazioni personali. La sua scomparsa è motivo di dolore per colleghi e amici, in particolar modo per l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, che ricorda con commozione il legame profondo che li univa. “La perdita di un amico carissimo”, come lo definisce Prodi, evidenzia la dimensione umana di una vita spesa nel servizio pubblico.
Recenti problemi di salute avevano minato la sua robustezza, e le condizioni si sono aggravate negli ultimi giorni, conducendo al suo triste epilogo. Il cordoglio che si estende attraverso l’intero spettro politico testimonia l’impatto e il rispetto guadagnato da Santagata nel corso della sua carriera.
Lascia la moglie Lalla, e i figli Eugenio e Pippi, nonché una comunità politica e civica che ne onorerà la memoria e i valori. La sua intelligenza vivace, la schiettezza dei suoi consigli e la capacità di trovare il risvolto ironico anche nelle difficoltà quotidiani verranno indubbiamente rimpianti da chiunque lo abbia conosciuto e apprezzato.
Giulio Santagata sarà ricordato non solo come un paladino delle istituzioni democratiche, ma anche come un uomo di cultura che ha saputo unire ideali politici all’effettiva realizzazione pratica di programmi concreti per il benessere del paese. La sua eredità continuerà a vivere nelle politiche che ha promosso e nelle generazioni che ispirerà.
