Un pomeriggio di sport trasformato in violenza. È in gravi condizioni Mario, 34 anni, tifoso del Portici 1906, aggredito nella serata di sabato 25 ottobre al termine della partita di Eccellenza disputata allo stadio Domenico Conte contro la Puteolana. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato accerchiato mentre rientrava a casa in auto. Trascinato fuori dall’abitacolo, sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa con oggetti contundenti, riportando una grave emorragia cerebrale. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, il 34enne è stato sottoposto nella notte a un delicato intervento neurochirurgico durato oltre cinque ore. Attualmente si trova ricoverato in Rianimazione, in coma farmacologico, con prognosi riservata. Padre di due bambini e con la moglie in attesa del terzo figlio, Mario lotta tra la vita e la morte, mentre familiari e comunità attendono aggiornamenti sulle sue condizioni.
Le indagini e le persone al vaglio
Sulla vicenda indagano gli agenti della Polizia di Stato, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e a individuare le responsabilità. L’attenzione degli investigatori si concentra su una decina di persone, già individuate e ascoltate. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte. La Procura dovrà definire le eventuali responsabilità penali sulla base degli elementi acquisiti, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni aspetto dell’accaduto.
La vicinanza delle istituzioni
Nella mattinata di domenica, i sindaci di Pozzuoli, Luigi Manzoni, e di Portici, Claudio Teodonno, si sono recati all’ospedale Santa Maria delle Grazie per esprimere vicinanza alla famiglia. In una nota congiunta, i due primi cittadini hanno manifestato profonda preoccupazione per quanto accaduto, ribadendo che “lo sport non ha e non deve mai avere nulla a che fare con la violenza o la criminalità”. Hanno inoltre chiesto al Prefetto e al Questore di Napoli un ulteriore impegno sul fronte della prevenzione e del controllo del territorio. A lanciare un appello anche la sorella di Mario, che attraverso i social ha invitato chi ha colpito il fratello a costituirsi, sottolineando come nessuno debba rischiare la vita per una partita di calcio. Mentre gli investigatori continuano a lavorare per fare piena luce sull’aggressione, resta l’attesa per le condizioni del giovane padre. Una vicenda che richiama ancora una volta l’attenzione sul confine invalicabile tra passione sportiva e violenza.
di Marco Iandolo

