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Appalti e rifiuti, 34 richieste di rinvio a giudizio: nel mirino anche San Giorgio del Sannio

In BENEVENTO, CAMPANIA, CRONACA
Ottobre 27, 2026
Udienza preliminare il 18 gennaio 2027 a Napoli. Al centro dell’inchiesta l’appalto per la raccolta dei rifiuti del 2022 e le presunte irregolarità nella gara. Coinvolti, a vario titolo, l’ex sindaco Angelo Ciampi e altri cinque indagati.

Sono 34 le persone per le quali il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Maurizio Giordano, ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri su una serie di appalti tra le province di Caserta e Benevento. L’udienza preliminare è fissata per il 18 gennaio 2027 davanti al Gup di Napoli, chiamato a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio degli indagati.  Per il Sannio, uno dei capitoli centrali riguarda l’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel Comune di San Giorgio del Sannio, relativo al 2022. Tra le persone coinvolte figurano l’ex sindaco Angelo Ciampi, Francesco Pietro Buonanno, Aniello Ilario, Virgilio Emanuele Pio Damiano, Giuseppe Ilario e Vittorio Fuccio.  Secondo la ricostruzione accusatoria, Aniello Ilario, legale rappresentante della società Czeta, avrebbe versato a Ciampi e Buonanno, presidente della commissione di gara, 10mila euro ciascuno per favorire l’aggiudicazione dell’appalto al consorzio Ciclat, al quale la società aveva partecipato. Le somme sarebbero state, secondo gli inquirenti, un anticipo rispetto a ulteriori pagamenti ipotizzati nell’ambito dell’accordo contestato.  La gara, tuttavia, si sarebbe conclusa inizialmente con il secondo posto del consorzio, a causa di un errore nella formulazione dell’offerta. Da qui, secondo l’accusa, sarebbero seguiti contatti finalizzati a escludere la ditta vincitrice e a favorire Ciclat.  Agli altri tre indagati vengono attribuiti presunti ruoli di agevolazione e intermediazione negli incontri e nei contatti tra le persone coinvolte. Tra gli elementi investigativi figurerebbero anche immagini di videosorveglianza relative a un incontro a Napoli, durante il quale sarebbe stata consegnata una busta contenente denaro.  Ciampi, secondo quanto riportato nell’inchiesta, avrebbe dichiarato agli investigatori di aver restituito la somma dopo aver scoperto che si trattava di denaro e non di materiale pubblicitario, come inizialmente ipotizzato.  Ora sarà l’udienza preliminare a stabilire se gli elementi raccolti dall’accusa siano sufficienti per disporre il processo. Le contestazioni restano ipotesi accusatorie e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.

di Marco Iandolo