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ASL Avellino, ricostituito il Comitato dei sindaci: territori esclusi e interrogativi sulla rappresentatività

In ATTUALITA', AVELLINO, CAMPANIA, IN EVIDENZA
Settembre 08, 2026
Cinque sindaci nel nuovo organismo di rappresentanza dell’ASL, ma restano fuori territori e presidi sanitari strategici: interrogativi sui criteri di scelta e sull’effettiva autonomia del Comitato.

Si è riunita nella Sala consiliare del Comune di Avellino la Conferenza dei sindaci chiamata a ricostituire il Comitato di rappresentanza dell’ASL, organismo con funzioni di indirizzo, verifica e controllo sulle attività sociosanitarie dell’Azienda.  Sono stati eletti Nello Pizza, sindaco di Avellino; Mario Ferrante, sindaco di Ariano Irpino ed ex direttore generale dell’ASL; Rosanna Repole, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi; Michele Buonfiglio, sindaco di Taurano; e Giuseppe Moriello, sindaco di San Nicola Baronia.  La ricostituzione del Comitato, rimasto a lungo inattivo, rappresenta certamente un passaggio importante. La composizione scelta, tuttavia, apre una serie di interrogativi sulla reale rappresentatività territoriale dell’organismo.  L’ASL di Avellino è articolata in sei distretti sanitari: Ariano Irpino, Monteforte Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi, Avellino, Atripalda e Baiano. Nel nuovo Comitato non trovano una rappresentanza diretta due aree importanti come quelle di Atripalda e Monteforte Irpino. Restano fuori anche amministrazioni comunali nelle quali operano presidi ospedalieri strategici, come Solofra e Bisaccia.  La scelta appare ancora più significativa considerando che il Comitato sarà chiamato a vigilare sulla programmazione sanitaria, sulla qualità dei servizi territoriali, sull’assistenza ospedaliera, sulle strutture private accreditate e su realtà particolarmente delicate come la Rems di San Nicola Baronia. Sarebbe quindi utile conoscere i criteri seguiti dalla Conferenza dei sindaci: si è tenuto conto della distribuzione geografica, della popolazione rappresentata, della presenza di ospedali e strutture sociosanitarie oppure hanno prevalso equilibri politici? Anche i percorsi professionali e le relazioni maturate nel settore sanitario da alcuni componenti rendono ancora più necessaria una gestione improntata alla massima trasparenza. Non si tratta di mettere in discussione la legittimità degli eletti, ma di garantire che l’organismo eserciti le proprie funzioni in piena autonomia, senza sovrapposizioni o possibili condizionamenti. Sul piano politico, la composizione sembra riflettere i rapporti di forza tra le principali aree presenti nella provincia. Inevitabile, quindi, interrogarsi sul peso esercitato nelle scelte dai riferimenti politici riconducibili a Vincenzo Alaia, Maurizio Petracca e Angelo Antonio D’Agostino e sulle eventuali conseguenze della distanza tra il consigliere regionale Alaia e la direzione dell’ASL. Il vero banco di prova arriverà adesso. Il Comitato dovrà dimostrare di non essere il risultato di una semplice mediazione politica, ma un autentico presidio di rappresentanza e controllo, capace di difendere tutti i territori, compresi quelli rimasti senza una voce diretta al suo interno. La sanità irpina affronta problemi troppo seri – dalla carenza dei medici di medicina generale alle liste d’attesa, fino alle difficoltà dei presidi ospedalieri e dell’assistenza territoriale – per consentire che il Comitato si trasformi nell’ennesimo luogo di compensazione tra correnti e appartenenze. La sua credibilità dipenderà dalla capacità di operare con trasparenza, autonomia e risultati concreti.

di Marco Iandolo