L’economia mondiale è in attesa delle decisioni definitive di Donald Trump sui dazi. Il 2 aprile è la data fissata dal presidente americano per imporre le nuove tariffe ed è stato ribattezzato il “giorno della liberazione”. Un modo, secondo il tycoon, per uscire dalla morsa di chi per decenni ha approfittato degli Stati Uniti. I dazi, ha fatto sapere la Casa Bianca, saranno “efficaci immediatamente”. Nelle scorse ore Trump ha ribadito anche che sarà “molto gentile” con i partner commerciali degli Stati Uniti quando annuncerà le tariffe. Altri Paesi “si sono approfittati di noi e noi saremo molto gentili con loro, rispetto a quello che hanno fatto a noi”, ha affermato, assicurando che i dazi doganali Usa saranno “più bassi” e in alcuni casi “significativamente più bassi” di quelli imposti da altri Stati. L’Europa intanto prepara la sua risposta “senza linee rosse”. Finora Bruxelles ha replicato con misure mirate ai dazi di Trump, ma le nuove tariffe rischiano di innescare una guerra commerciale totale e richiedono quindi una risposta adeguata. L’Ue – secondo indiscrezioni di El Pais – starebbe valutando l’attuazione del cosiddetto strumento anti-coercizione per la sicurezza economica, che consentirebbe di chiudere il mercato Ue a determinati beni e servizi e di impedire ad aziende statunitensi di partecipare a concorsi di licitazione pubblica o a progetti finanziati con il bilancio comunitario.

