L’esperienza amministrativa del sindaco Laura Nargi si conclude con un colpo di scena in Consiglio comunale: il bilancio non passa, e l’amministrazione cade ufficialmente. Con 18 voti contrari contro 15 favorevoli, l’assemblea ha segnato la fine prematura del mandato, a meno di un anno dall’insediamento.
Il voto che cambia tutto
A far pendere l’ago della bilancia è stato il no di Rino Genovese, esponente ritenuto fino all’ultimo vicino alla maggioranza, che con la sua scelta ha di fatto determinato la caduta dell’esecutivo. Una frattura che conferma le tensioni interne che da settimane attraversavano la maggioranza nata dopo il ballottaggio.
I voti contrari
A bocciare il bilancio, oltre a Genovese, sono stati i consiglieri “festiani” Ugo Maggio, Giovanna Vecchione, Luigi Preziosi, Elia De Simone, Veronica Guerriero, Pasquale Nazzaro, Luigi Scazullo, Teresa Cucciniello e Olimpia Rusolo. Da segnalare il caso di Mario Sorice, che in apertura di seduta si è dichiarato indipendente, sottraendosi alla linea del gruppo festano. A questi si sono aggiunti i voti contrari dell’opposizione consiliare, compattamente schierata contro il documento contabile: Antonio Gengaro, Luca Cipriano, Enza Ambrosone, Nicola Giordano, Ettore Iacovacci, Amalio Santoro, Antonio Bellizzi e Antonio Aquino.
I favorevoli
A sostenere il bilancio e, di conseguenza, il prosieguo dell’amministrazione, sono stati 15 consiglieri, tra cui i fedelissimi: Luigi Mattiello, Fabio Liberale, Guido D’Avanzo, Giulia Zaolino, Carmine D’Alelio (Siamo Avellino), Nicole Mazzeo, Antonio Cosmo, Vincenzo Picariello e Michele Lombardi (Coraggio per Avellino). Con loro anche l’indipendente Gerardo Rocchetta e gli alleati dell’ultima tornata elettorale: Gerardo Melillo, Geppino Giacobbe e Sergio Trezza.
Il bilancio che diventa spartiacque
La bocciatura del bilancio, atto fondamentale per la sopravvivenza politica di qualsiasi giunta, rappresenta un segnale inequivocabile di rottura. La sindaca Nargi, alla sua prima esperienza da primo cittadino dopo anni da vicesindaco nell’era Festa, vede così naufragare il suo progetto amministrativo, travolto da tensioni interne e da un equilibrio mai realmente consolidato.
Prospettive e scenari
Con la mancata approvazione del bilancio, la decadenza del Consiglio comunale è automatica e si avvicina la prospettiva di un commissariamento dell’ente fino a nuove elezioni. Nel frattempo, si aprono le riflessioni nel centro e nel centrosinistra avellinese, mentre le opposizioni già si riorganizzano per farsi trovare pronte alla prossima sfida elettorale. Un epilogo amaro per un’amministrazione che aveva promesso discontinuità, ma che non è riuscita a costruire un’alleanza stabile e coesa. La città di Avellino si prepara ora a una nuova fase di transizione, tra delusione, riposizionamenti e un futuro politico ancora tutto da scrivere.
di Marco Iandolo


