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Avellino cerca la svolta: confronto tra i candidati sindaci nella sede di Confindustria

In ATTUALITA', AVELLINO, CAMPANIA
Maggio 11, 2026
Alta velocità, conti comunali, giovani e infrastrutture al centro del dibattito promosso dal presidente Angelo Petitto. Gli imprenditori: “Pronti a partecipare alla costruzione della città del domani”

Un confronto serrato sul futuro del capoluogo irpino, tra infrastrutture carenti, casse comunali in difficoltà e la necessità di rilanciare una città che da anni fatica a tenere il passo degli altri territori campani. Nella sede di Confindustria Avellino, il presidente Angelo Petitto ha riunito i tre candidati alla guida del Comune di Avellino: Gianluca Festa, Laura Nargi e Nello Pizza.  Un incontro a porte chiuse, ma dal forte valore politico e programmatico, durante il quale il mondo produttivo irpino ha chiesto risposte concrete su temi ritenuti decisivi per il rilancio della città: alta velocità ferroviaria, viabilità, decoro urbano e investimenti.  Ad aprire il confronto è stato proprio Petitto, che ha lanciato un messaggio chiaro ai candidati: “La città capoluogo è rimasta ferma negli ultimi anni”. Un giudizio netto, accompagnato però dalla volontà degli imprenditori di non limitarsi alle sole richieste. “Siamo pronti a sederci attorno a un tavolo — ha spiegato — per dare la nostra disponibilità a partecipare attivamente alla costruzione della città del domani”.

Festa: “Servono servizi e credibilità”

Tra i primi a intervenire, Gianluca Festa, sostenuto da quattro liste e dalla Lega, ha rivendicato la necessità di rafforzare i servizi e migliorare le infrastrutture cittadine. “L’unione fa la forza, ma servono i fatti”, ha dichiarato, indicando come priorità la capacità di restituire credibilità al territorio.  Festa ha inoltre evidenziato il divario che separa l’Irpinia dalle grandi realtà urbane campane. “Napoli, Caserta e Salerno succhiano ossigeno da questa parte della Campania da decenni”, ha affermato, senza però rinunciare a una prospettiva di rilancio fondata sulla continuità amministrativa, sulla sinergia istituzionale e su una pianificazione condivisa.

Pizza: “Conti a rischio, Avellino si salva solo insieme”

Più diretto il candidato del Partito Democratico e del campo largo, Nello Pizza, che ha posto al centro del suo intervento la situazione economica del Comune. “Veniamo da momenti difficili e abbiamo una situazione finanziaria molto precaria. Nessun abbellimento. Le casse sono quello che sono”, ha dichiarato il penalista avellinese. Pizza ha quindi lanciato un appello alle associazioni di categoria, da Confindustria a Confcommercio e Confesercenti, chiedendo non solo idee ma un contributo concreto per affrontare le criticità della città. “Avellino o la si salva tutti insieme, oppure non si salva”, il messaggio rivolto al mondo produttivo e sociale del territorio.

Nargi: “Senza ferrovia il resto è aria”

Punta invece sulle infrastrutture ferroviarie Laura Nargi, sostenuta da cinque liste, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Per la candidata il rilancio del capoluogo passa inevitabilmente dal superamento dell’isolamento delle aree interne.  “Senza ferrovia, senza una stazione che funzioni, il resto è aria”, ha affermato, indicando nel collegamento su ferro la priorità assoluta per lo sviluppo del territorio. Nargi ha poi richiamato la necessità di trattenere i giovani, valorizzare le risorse locali e costruire una rete stabile tra politica, associazioni e mondo produttivo.

Il ruolo degli imprenditori

Dal confronto è emersa una richiesta comune: costruire un rapporto più stretto tra amministrazione e sistema economico locale. Confindustria Avellino si candida così a diventare uno dei protagonisti del dibattito sul futuro del capoluogo, chiedendo ai prossimi amministratori meno annunci e più capacità di programmazione.  In una città che continua a fare i conti con spopolamento, infrastrutture incomplete e difficoltà economiche, il confronto promosso dagli industriali rappresenta il tentativo di riportare al centro della campagna elettorale i temi dello sviluppo e della competitività territoriale.

di Marco Iandolo