Cresce la preoccupazione tra i lavoratori dell’Azienda Città Servizi, la partecipata del Comune che si occupa della gestione dei parcheggi a pagamento, della custodia delle aree di sosta e della guardiania delle strutture pubbliche cittadine. A lanciare l’allarme è il segretario provinciale della Cisal di Avellino, Paolo Sarno, che denuncia “minacciose voci” di una possibile liquidazione della società nell’ambito della spending review avviata dal commissario straordinario Giuliana Perrotta. “Da alcuni giorni – spiega Sarno – la vita e la tranquillità dei lavoratori sono state sconvolte da indiscrezioni che farebbero presagire come imminente la chiusura della società partecipata, decisa d’imperio dal Comune, unico socio e detentore del capitale sociale”. Fondata nel 2002, l’Acs ha rappresentato lo strumento con cui l’Amministrazione comunale ha scelto di razionalizzare i servizi e stabilizzare i Lavoratori Socialmente Utili (Lsu) ancora in forza all’Ente. Negli anni, la società si è occupata non solo della gestione dei parcheggi, ma anche di servizi di supporto agli uffici comunali, della custodia delle strutture pubbliche e di attività di manutenzione. “Parliamo di una società – sottolinea Sarno – che garantisce all’Ente entrate annue per circa 2,5 milioni di euro, a fronte di costi complessivi che si aggirano intorno a 1,2 milioni. Un ramo produttivo, che ha contribuito a migliorare la qualità della vita cittadina e che non merita di essere tagliato”. Il sindacato ricorda anche il lungo percorso dei dipendenti: dagli anni Novanta come Lsu, alla stabilizzazione nel 2009 come Ausiliari del Traffico e addetti ai servizi comunali. “Questi lavoratori – evidenzia Sarno – hanno accettato la sfida, spesso in condizioni difficili, riuscendo a garantire efficienza al servizio e incassi milionari per l’Amministrazione. Ora rischiano di subire un’altra ingiustizia”. Secondo la Cisal, l’eventuale chiusura della partecipata aprirebbe la strada all’esternalizzazione dei parcheggi attraverso il project financing già in corso con la società Telereding di Catania. “Si tratterebbe – denuncia Sarno – di un’operazione che consegnerebbe ai privati ciò che il pubblico rinuncerebbe a gestire, privando l’Ente di un utile netto e i lavoratori della loro dignità”. Il sindacato chiede quindi un immediato chiarimento: “Speriamo che queste voci si rivelino infondate e che, al contrario, si lavori per potenziare l’Acs con nuovo personale. La città non ha bisogno di vampiri che le succhino il sangue, ma di valorizzare esperienze e professionalità costruite in decenni di sacrifici”.
di Marco Iandolo

