Ad Avellino il percorso del centrosinistra si gioca su due tavoli: prima le regionali, poi le comunali del 2026. La parola d’ordine è unità, anche se la strada appare tutta in salita. Il segretario provinciale del Partito democratico, Nello Pizza, annuncia una tregua interna dopo settimane di tensioni: “Finalmente è tornato il sereno nella coalizione progressista. Arriveremo alle regionali con la nomina del segretario campano. È un passaggio decisivo. Mi auguro che, in Regione come in provincia, non si disperda il lavoro fatto. Il centrosinistra deve andare avanti su questa strada”. Il riferimento è chiaro: tra dieci mesi ad Avellino si voterà per il nuovo sindaco e le intese costruite per la Regione potrebbero presto rimettersi in discussione. Per evitare imposizioni dall’alto, il Pd ha scelto la via delle primarie. “Abbiamo deciso di selezionare il candidato attraverso le primarie di coalizione — sottolinea Pizza — senza imporre alcuna figura precostituita. È uno strumento coerente con la tradizione del partito”. Sulla stessa linea Maurizio Petracca, consigliere regionale dem, che invita alla compattezza: “Ora ci aspetta la grande sfida delle regionali. Il fronte progressista ha deciso di competere unito, senza divisioni, in un campo largo. Poi apriremo una discussione più articolata anche sulle comunali. La direzione ha immaginato non un obbligo ma un percorso: quello delle primarie. Non è la formula che conta, ma la sostanza. E bisogna affrontarla coesi e sereni”. Tra inviti alla calma e richiami alla coesione, resta però la vera incognita: non tanto scegliere il candidato sindaco, quanto riuscire, una volta individuato, a portare gli elettori a sostenerlo.
di Marco Iandolo

