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Avellino, Parco di Nunno, “I Cittadini in Movimento” denunciano l’esclusione dal tavolo sulla sicurezza e lanciano la loro proposta.

In ATTUALITA', AVELLINO, CAMPANIA
Agosto 12, 2025
Passaro: “Non comprendiamo le ragioni di questa esclusione soprattutto considerando che la nostra presenza avrebbe potuto arricchire il confronto”.

La sicurezza del Parco di Nunno torna al centro del dibattito cittadino. Nei giorni scorsi, in Prefettura, si è tenuta una riunione operativa alla presenza del Commissario Prefettizio, di un funzionario prefettizio e di tutti i comandanti delle Forze dell’Ordine. Un incontro arrivato dopo mesi di segnalazioni e denunce pubbliche – corredate da video – e di un monitoraggio costante dell’area da parte del gruppo civico I Cittadini in Movimento.  Eppure, nonostante le ripetute richieste formali inviate via PEC ai vertici delle Forze dell’Ordine e alle istituzioni cittadine, il gruppo non è stato invitato a partecipare.  “Non comprendiamo le ragioni di questa esclusione – dichiarano – soprattutto considerando che la nostra presenza avrebbe potuto arricchire il confronto con l’esperienza diretta di chi, ogni giorno, vive e controlla il parco”.

La proposta: una casetta in vetro come presidio fisso di sicurezza

Il movimento civico rivela quale sarebbe stata la proposta da portare al tavolo: trasformare la casetta in vetro presente all’interno del Parco di Nunno – oggi in stato di abbandono e spesso vandalizzata – in un presidio di sicurezza permanente.

Il piano operativo immaginato prevede:

  • al mattino, sorveglianza affidata a pensionati delle Forze dell’Ordine, collegati in tempo reale con Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale;
  • nel pomeriggio, dalle 15 alle 21 o alle 23, pattugliamenti a rotazione delle diverse forze di polizia, così da fronteggiare anche la carenza di personale;
  • in caso di ulteriore escalation, valutare la presenza di un presidio dell’Esercito.

Secondo I Cittadini in Movimento, un simile intervento costituirebbe un deterrente concreto contro gli episodi di degrado e aggressioni, restituendo il parco alla comunità avellinese.   “Non chiediamo tempi biblici – sottolineano – ma interventi rapidi, concreti e rispettosi dei diritti di chi vive la città e la sostiene con le proprie tasse”. La vicenda evidenzia ancora una volta la distanza tra cittadini attivi e istituzioni, in un momento in cui la sicurezza urbana resta una delle priorità percepite dalla popolazione.

di Mat. Lib.