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Avellino, prefabbricati di via Di Capua, è scontro sulla gestione dell’emergenza sanitaria

In ATTUALITA', AVELLINO, CAMPANIA
Settembre 24, 2026
La SAI CISAL mette in mora ASL e Comune di Avellino: “Servono interventi immediati”. Tre giorni per una risposta, poi l’annuncio del ricorso alla Procura.

Torna al centro del dibattito cittadino la situazione dei prefabbricati pesanti di via Leonardo Di Capua, dove, secondo le segnalazioni raccolte dal SAI CISAL, le condizioni igienico-sanitarie degli alloggi e delle aree circostanti sarebbero ormai diventate difficili da sostenere.  A sollevare formalmente il caso è il Sindacato Autonomo Inquilini SAI CISAL, che il 21 settembre ha trasmesso una diffida e messa in mora al Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Avellino e al Comune, chiedendo un intervento urgente per verificare le condizioni dell’area e adottare, qualora ne ricorrano i presupposti, i provvedimenti necessari.  La denuncia del sindacato parla di una presenza significativa di roditori, blatte, insetti e rettili, che – sempre secondo quanto riferito dagli abitanti e raccolto dal SAI CISAL – arriverebbero anche all’interno delle abitazioni.   A firmare la nota sono il dirigente della Segreteria provinciale del SAI CISAL, Elio Amodeo, e il responsabile cittadino Alfredo Bergamino, che chiedono alle istituzioni di affrontare la questione non più come una serie di episodi isolati, ma come una problematica complessiva che riguarda le condizioni abitative e ambientali del quartiere.

La questione arriva sul tavolo delle istituzioni

Nel documento inviato agli enti, il sindacato sollecita innanzitutto l’ASL a effettuare un’ispezione igienico-sanitaria straordinaria, con l’obiettivo di accertare direttamente lo stato dei luoghi e formalizzare gli eventuali interventi prescrittivi. Al Comune viene invece chiesto di valutare l’adozione dei provvedimenti di propria competenza e di coordinare un intervento di derattizzazione, disinfestazione e bonifica dell’area. Una richiesta che chiama direttamente in causa l’amministrazione comunale e, più in generale, la capacità delle istituzioni di garantire condizioni abitative adeguate in una zona che da tempo rappresenta uno dei nodi più delicati dell’edilizia residenziale pubblica cittadina.  Il tema, dunque, non riguarda soltanto la presenza di animali infestanti. Dietro la denuncia del SAI CISAL emerge una questione più ampia: la qualità dell’abitare, la manutenzione degli insediamenti e la tutela delle fasce sociali più fragili.

Il sindacato: “Non c’è più tempo da perdere”

Il SAI CISAL sostiene che tra i residenti vi siano famiglie particolarmente vulnerabili e sottolinea i possibili rischi derivanti dalla presenza di infestanti e dalle condizioni ambientali segnalate.  Su questo punto, tuttavia, saranno gli eventuali accertamenti degli organi competenti a stabilire l’effettiva entità del problema e la presenza di eventuali rischi sanitari.  Il sindacato ha comunque scelto una linea di forte pressione nei confronti delle istituzioni. Nella diffida viene indicato un termine di tre giorni dal ricevimento della comunicazione per ottenere un riscontro concreto e l’avvio degli interventi richiesti.  In caso contrario, i rappresentanti del SAI CISAL annunciano l’intenzione di rivolgersi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, chiedendo che vengano valutate eventuali responsabilità sotto il profilo penale, civile e amministrativo.

Dalla protesta alla responsabilità politica

La vicenda apre inevitabilmente anche un interrogativo politico. La questione dei prefabbricati di via Di Capua non può essere affrontata soltanto attraverso interventi emergenziali se le criticità denunciate sono il risultato di problemi strutturali e manutentivi accumulatisi nel tempo.  Da una parte c’è la richiesta del sindacato di un intervento immediato. Dall’altra spetta alle amministrazioni e agli organismi sanitari verificare sul campo la situazione, documentarla e individuare le soluzioni di competenza.   Il passaggio decisivo sarà quindi quello degli accertamenti ufficiali. Saranno questi a stabilire se le condizioni denunciate configurino effettivamente un’emergenza igienico-sanitaria e quali provvedimenti debbano essere adottati. Nel frattempo, la diffida del SAI CISAL porta la vicenda fuori dalle sole segnalazioni dei residenti e la colloca formalmente sul tavolo delle istituzioni.  E adesso la palla passa ad ASL e Comune: tre giorni per dare una risposta, secondo quanto intimato dal sindacato, prima dell’eventuale iniziativa presso la Procura.

di Marco Iandolo