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Avellino, Rotondi rompe il silenzio: “Il centrodestra eviti lo scontro fratricida”

In AVELLINO, CAMPANIA, IN EVIDENZA, POLITICA
Febbraio 24, 2026
L’ex ministro invita Nargi e Festa a un passo indietro per un candidato unitario: “Le elezioni non si dovevano tenere. Servono compattezza e responsabilità”

Un intervento lungo, meditato, dal tono insieme personale e politico. Con un post pubblico su fb, Gianfranco Rotondi interviene nella delicata fase che attraversa il centrodestra avellinese in vista delle elezioni comunali di maggio, convocate dopo la sfiducia votata dal consiglio comunale alla sindaca Laura Nargi, eletta appena un anno fa.  Rotondi chiarisce innanzitutto la sua posizione: nessun ruolo ufficiale di mediatore, nessuna investitura nelle trattative in corso. “La scelta dei candidati e delle alleanze compete ai partiti del centrodestra”, precisa, respingendo le ricostruzioni della stampa che lo vorrebbero regista delle manovre pre-elettorali.

“Queste elezioni non si dovevano tenere”

Il parlamentare non nasconde la propria valutazione politica: la crisi amministrativa rappresenta, a suo giudizio, un errore. “Avellino aveva un sindaco eletto dai cittadini e bisognava permettere a Laura Nargi di completare il mandato”, scrive. Da qui, però, un passaggio che allarga il campo: se la caduta dell’amministrazione è stata sbagliata, tanto Nargi quanto il suo predecessore, Gianluca Festa, oggi tra i protagonisti del confronto interno al centrodestra, hanno pieno diritto a ricandidarsi.  Un riconoscimento netto della legittimità di entrambe le figure, che però non scioglie il nodo politico centrale: la coalizione rischia di dividersi in uno scontro interno dalle conseguenze imprevedibili.

L’appello all’unità

È qui che Rotondi avanza la sua proposta, definita “strettamente personale”: un passo indietro di entrambi i contendenti per favorire l’emergere di una figura nuova e condivisa. Un candidato capace di riunire il centrodestra e tentare l’impresa in una città storicamente orientata verso il centrosinistra.  “Avellino è una città di centrosinistra”, ricorda il parlamentare, sottolineando come il centrodestra non abbia mai vinto nel capoluogo irpino, neppure quando ha prevalso nel resto del collegio alle politiche. “In politica c’è sempre una prima volta, ma occorre crederci. E proporre un nome che riunisca la coalizione”.  L’alternativa, avverte, sarebbe uno “scontro fratricida” tra Nargi e Festa, difficilmente in grado di produrre un successo al ballottaggio, chiunque dei due dovesse arrivarci.

Un impegno oltre le divisioni

Rotondi conclude ribadendo la disponibilità a sostenere una battaglia unitaria del centrodestra e, soprattutto, a collaborare – da parlamentare – con chiunque sarà eletto sindaco. L’obiettivo, sottolinea, deve essere “la più granitica unità della classe dirigente” per affrontare le priorità di risanamento e rilancio della città. Un messaggio che suona come un invito alla responsabilità politica in un momento cruciale per il futuro amministrativo di Avellino. La partita è aperta, ma il tempo stringe: la coalizione dovrà decidere se imboccare la strada della sintesi o quella della competizione interna. E da quella scelta potrebbe dipendere non solo l’esito delle urne, ma anche la tenuta politica del centrodestra in città.

di Marco Iandolo