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Avellino, scontro politico su ACS: Giordano attacca Festa, “Ha affossato la società”

In AVELLINO, CAMPANIA, POLITICA
Aprile 11, 2026
Il possibile candidato del centrosinistra accusa l’ex sindaco di aver indebolito la gestione pubblica dei servizi e favorito i privati, soprattutto sul nodo parcheggi

Si accende il clima pre-elettorale in città e il dibattito politico entra subito nel vivo. A catalizzare l’attenzione è la gestione di ACS, la società partecipata del Comune, finita al centro di un duro attacco social da parte di Nicola Giordano nei confronti dell’ex sindaco Gianluca Festa. Giordano, indicato come possibile candidato del centrosinistra, punta il dito contro le scelte amministrative degli anni passati, accusando Festa di aver progressivamente indebolito la società pubblica. “Oggi scopre improvvisamente l’importanza di ACS, dei lavoratori e della gestione pubblica dei servizi – scrive – ma è lo stesso sindaco che ha fatto esattamente il contrario”.  Nel mirino, in particolare, la gestione dei parcheggi, che secondo Giordano sarebbe stata progressivamente esternalizzata a soggetti privati attraverso modalità definite “discutibili” e già oggetto di rilievi. Una scelta che, secondo l’esponente politico, rappresenterebbe il passaggio chiave di un processo più ampio di ridimensionamento della società. L’affondo si concentra anche su aspetti amministrativi precisi: dalla mancata approvazione dei bilanci alla mancata attuazione della ricapitalizzazione deliberata dal Consiglio comunale, fino all’assenza di una chiara strategia industriale. Tutti elementi che, secondo Giordano, avrebbero contribuito a lasciare ACS in una condizione di “incertezza strutturale”. Nel post emerge anche una critica politica più ampia, legata alla tempistica delle proposte avanzate dall’ex sindaco. “Perché tutto questo non è stato fatto prima?”, è la domanda che viene posta, con riferimento alle recenti dichiarazioni di rilancio della società e all’ipotesi di ampliarne le funzioni, fino alla gestione del patrimonio culturale cittadino. Secondo Giordano, la situazione attuale non sarebbe casuale, ma il risultato di un percorso preciso: “Prima si indebolisce la società pubblica, poi la si rende marginale, infine si apre la strada ai privati”. Il nodo centrale resta quello del modello di gestione dei servizi pubblici. Da un lato, la difesa della natura pubblica come garanzia per cittadini e lavoratori; dall’altro, il rischio – denunciato – di una progressiva privatizzazione senza un adeguato confronto politico e senza chiarezza sulle conseguenze. Il messaggio si chiude con un attacco diretto e senza mezzi termini, che richiama anche uno slogan elettorale: “Non si può prima contribuire ad affossare una società pubblica e poi proporsi come suoi salvatori. La città merita coerenza, trasparenza e scelte chiare”. Parole che segnano l’inizio di una campagna elettorale che si preannuncia accesa, con il tema dei servizi pubblici destinato a diventare uno dei principali terreni di scontro politico.

di Marco Iandolo