Smartphone, microcellulari, caricabatterie e sostanze stupefacenti sono stati sequestrati nel corso di una serie di controlli effettuati nelle ultime 48 ore nella Casa circondariale di Bellizzi Irpino. Le operazioni, condotte dal personale della Polizia Penitenziaria, hanno interessato sia la sezione comuni sia le intercapedini tecniche del padiglione De Vivo, confermando le difficoltà legate alla presenza di materiale vietato all’interno dell’istituto. Nel corso della prima perquisizione, eseguita nella sezione comuni, gli agenti hanno rinvenuto tre smartphone, tre caricabatterie e una modesta quantità di sostanza stupefacente. Ulteriori controlli hanno consentito di recuperare, nei cavedi del padiglione De Vivo, un altro smartphone e due microcellulari, dispositivi di dimensioni ridotte che possono essere facilmente occultati. L’esito delle operazioni ha raccolto il plauso di Raffaele Troise, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, che ha espresso apprezzamento per la professionalità e l’impegno degli agenti, sottolineando le difficili condizioni in cui il personale è chiamato a operare quotidianamente. Al centro della denuncia sindacale resta soprattutto il sovraffollamento. Secondo i dati riportati dalla UIL FP, nella struttura sono presenti circa 690 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 503 posti, con un tasso di affollamento che si avvicina al 136%. Una situazione che, secondo il delegato sindacale Raffaele Dragone, alimenta criticità ormai strutturali e incide sull’organizzazione dei servizi e sulla sicurezza dell’istituto. A risentirne sono anche le diverse sezioni detentive, compreso il padiglione De Vivo, concepito per attività trattamentali e percorsi di reinserimento sociale, ma esposto al rischio di perdere la propria funzione originaria a causa della necessità di reperire nuovi posti. Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni di lavoro degli agenti, spesso costretti a gestire turni complessi e a coprire più posti di servizio, con ripercussioni anche sugli altri operatori della struttura, dagli educatori al personale sanitario. Da qui la richiesta di interventi concreti per affrontare il sovraffollamento e migliorare le condizioni operative del carcere, garantendo maggiore sicurezza sia al personale sia alle persone detenute.
di Marco Iandolo

