
Una sala gremita, un confronto politico partecipato e un movimento che punta a rafforzare la propria presenza sul territorio. È questo il quadro emerso all’Hotel De La Ville, dove Sud chiama Nord, il movimento meridionalista fondato da Cateno De Luca, ha fatto il suo ingresso ufficiale in Irpinia con una convention che ha registrato una significativa presenza di esponenti politici, amministratori e cittadini. A promuovere l’iniziativa il referente irpino Raffaele Colucci, insieme alla presidente del movimento Laura Castelli. Tra i relatori anche l’ex deputato Arturo Iannaccone, mentre Cateno De Luca è intervenuto in videoconferenza, offrendo il proprio contributo al confronto sul futuro del movimento e sulla sua organizzazione nazionale. Proprio il radicamento territoriale è stato uno dei temi centrali dell’intervento di De Luca. “Il nostro messaggio dovrà essere forte e chiaro: non intendiamo delegare più”, ha sottolineato il segretario, rivendicando il percorso compiuto da Sud chiama Nord e la crescita registrata a partire dall’esperienza siciliana. De Luca ha parlato di una vera e propria “traversata nel deserto”, sostenendo che il movimento abbia progressivamente consolidato identità e struttura. L’obiettivo indicato è ora quello di completare il lavoro “regione per regione”, arrivando ai prossimi appuntamenti nazionali con una presenza territoriale organizzata e riconoscibile. Al centro del progetto anche la prospettiva delle prossime elezioni politiche. De Luca ha annunciato per il 4 ottobre ad Assisi, nel giorno dedicato a San Francesco, quello che ha definito il “secondo pilastro” della strategia del movimento: uno strumento politico e organizzativo pensato per consentire ai rappresentanti dei territori di affrontare il nuovo sistema elettorale e puntare alla rappresentanza in Parlamento. Resta invece ancora aperto il capitolo delle alleanze. Sud chiama Nord sta valutando la possibilità di collocarsi all’interno di una delle due principali coalizioni, senza che sia stata ancora assunta una decisione definitiva. “Stiamo vivendo la fase del Barbiere di Siviglia in versione 4.0: tutti ci cercano e tutti ci vogliono”, ha ironizzato De Luca, sintetizzando così la fase di interlocuzione politica attraversata dal movimento. Una fase che, nelle intenzioni del segretario, dovrà però trasformarsi in un progetto stabile. “Stiamo valutando attentamente dove effettivamente la nostra storia può diventare progetto stabile”, ha spiegato. E proprio sulla trattativa politica De Luca ha affidato alla platea irpina una delle battute destinate a riassumere la posizione del movimento: “Non siamo intenzionati a fare i donatori di sangue”. L’appuntamento di Avellino segna dunque un nuovo passaggio nel percorso di Sud chiama Nord, che punta a trasformare il lavoro di organizzazione territoriale in una presenza politica strutturata a livello nazionale. La sala gremita dell’Hotel De La Ville rappresenta, in questo percorso, un primo significativo segnale dell’attenzione raccolta dal progetto anche in Irpinia.
di Marco Iandolo



