Tentativo di introduzione di droga sventato nella mattinata odierna presso la Casa circondariale di Avellino. Una donna, familiare di un detenuto, è stata fermata dalla Polizia Penitenziaria mentre cercava di far entrare sostanza stupefacente all’interno dell’istituto, occultata nelle parti intime. Gli agenti, insospettiti dal comportamento della visitatrice, hanno attivato i controlli di rito previsti dal protocollo di sicurezza, riuscendo a individuare la sostanza e a impedirne l’ingresso in carcere. L’operazione si è svolta con tempestività, professionalità e nel pieno rispetto delle procedure previste. Sull’episodio è intervenuto Raffaele Troise, responsabile GAU della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, che ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti, sottolineando però le gravi difficoltà strutturali e organizzative che interessano il penitenziario irpino. Secondo Troise, negli ultimi mesi il carcere di Avellino sta registrando un incremento costante del numero dei detenuti, superando ampiamente la capienza regolamentare. Una condizione che, unita alla presenza di detenuti facinorosi e incollocabili, rende sempre più complessa la gestione quotidiana della sicurezza. I trasferimenti di soggetti problematici, infatti, risultano sporadici o del tutto assenti, vanificando di fatto gli interventi di contenimento e aumentando il livello di stress operativo per il personale in servizio. “Il quadro che emerge è a dir poco drammatico – conclude Troise –. Serve un’inversione di marcia immediata da parte dell’Amministrazione, prima che la situazione degeneri ulteriormente e comprometta seriamente la sicurezza dell’istituto e l’efficacia del lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria”.
di Marco Iandolo

