Torna al centro dell’agenda politica il tema del sostegno abitativo per i genitori separati o divorziati. Dopo anni di annunci e rinvii, il governo sembra intenzionato a rendere finalmente operativo un bonus affitto dedicato a chi, a seguito della fine di una relazione, è costretto a lasciare la casa familiare e sostenere nuovi costi abitativi. A rilanciare la misura è stato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che al termine del Consiglio dei ministri del 30 aprile ha illustrato a grandi linee un intervento in fase di definizione. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire un aiuto concreto a una fascia di popolazione spesso penalizzata dal punto di vista economico.
Un aiuto per chi riparte da zero
Il bonus nasce per sostenere quei genitori che, dopo separazione o divorzio, si trovano a dover affrontare una doppia pressione economica: da un lato il pagamento dell’assegno di mantenimento, dall’altro le spese per una nuova abitazione. In questo contesto, il contributo all’affitto rappresenterebbe una misura mirata a ridurre il rischio di difficoltà economica e precarietà abitativa, soprattutto nei primi mesi successivi alla separazione.
Importi e requisiti: cosa si sa finora
Sebbene non siano ancora state pubblicate le istruzioni ufficiali, le versioni precedenti del provvedimento — mai pienamente attuate — prevedevano:
- un contributo fino a 800 euro al mese
- per una durata massima di 12 mesi
Tra i requisiti ipotizzati figurano:
- un reddito contenuto (con soglia ISEE da definire)
- lo stato di genitore separato o divorziato
- l’uscita dalla casa familiare
- la presenza di figli a carico
Resta però da chiarire se questi criteri saranno confermati o modificati nella nuova formulazione.
Una misura attesa da anni
Il bonus per genitori separati non è una novità assoluta: già in passato era stato previsto in diversi provvedimenti, senza però diventare pienamente operativo a causa di ostacoli tecnici e ritardi nei decreti attuativi. La novità delle ultime settimane è rappresentata dalla volontà politica di sbloccare definitivamente la misura, rendendola accessibile ai beneficiari.
I prossimi passi
Per l’entrata in vigore del bonus sarà necessario attendere:
- la pubblicazione del decreto attuativo
- la definizione delle modalità di richiesta
- l’apertura ufficiale delle domande (probabilmente tramite INPS)
Fino ad allora, il contributo resta sulla carta. Tuttavia, le recenti dichiarazioni fanno pensare a un’accelerazione concreta.
In attesa delle regole ufficiali
Nel frattempo, chi potrebbe rientrare tra i beneficiari farebbe bene a prepararsi, aggiornando la propria documentazione economica e contrattuale. Quando il bonus sarà attivo, i tempi per presentare domanda potrebbero essere limitati. La misura, se confermata, rappresenterebbe un passo importante verso una maggiore tutela sociale per i genitori che affrontano una nuova fase della propria vita in condizioni economiche fragili.
di Fausto Sacco

