Cresce in Italia il numero delle organizzazioni che scelgono di adottare strumenti concreti per promuovere la parità di genere nei luoghi di lavoro. Secondo i dati diffusi da UNI – Ente Italiano di Normazione, a maggio 2026 sono 14.612 le organizzazioni certificate secondo la UNI/PdR 125, per un totale di circa 40mila siti certificati. I dati sono attribuiti ad Accredia. La crescita è stata particolarmente significativa negli ultimi anni. Le organizzazioni certificate erano appena 150 nel 2022, sono diventate 2.500 nel 2023 e hanno superato quota 6.500 nel 2024, arrivando oltre i 12mila nel 2025. Un andamento che evidenzia la progressiva diffusione della prassi di riferimento UNI/PdR 125, pensata per accompagnare imprese e organizzazioni nell’adozione di politiche e strumenti dedicati all’uguaglianza di genere. La certificazione prende in considerazione diversi ambiti della vita organizzativa: dalla governance al welfare, dalle opportunità di carriera all’equità salariale, fino alla tutela della genitorialità. L’obiettivo è favorire sistemi organizzativi capaci di misurare e migliorare nel tempo le proprie politiche sulla parità. I dati arrivano nel quadro del Rendiconto di Sostenibilità di UNI, che fotografa anche i risultati dell’attività dell’Ente nel 2025. Nell’anno sono stati pubblicati 1.519 documenti normativi, portando il catalogo complessivo a oltre 22mila norme. UNI conta inoltre 112 dipendenti, 4.484 soci, oltre 6.500 esperti ed esperte, 572 organi tecnici e 59 commissioni tecniche. La stessa UNI ha adottato la UNI/PdR 125, con una presenza femminile che raggiunge il 58% del team manageriale. Numeri che fotografano un fenomeno in forte espansione e che collocano la certificazione per la parità di genere tra gli strumenti utilizzati dalle organizzazioni italiane per intervenire concretamente sulle proprie politiche interne.
di Fausto Sacco

