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Declino Commerciale Urbano: Un Negozio su Quattro Chiude in 11 Anni

In ECONOMIA
Giugno 12, 2024

Negli ultimi undici anni, il paesaggio commerciale nelle città italiane ha subito una trasformazione drastica e preoccupante. Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, ha lanciato un allarme durante l’assemblea generale dell’organizzazione, sottolineando una realtà inquietante: fino al 25% dei negozi ha cessato l’attività. Questo fenomeno abbraccia diverse realtà territoriali, dalle aree centrali alle periferie urbane, delineando un futuro incerto per il commercio tradizionale.

La critica situazione evidenziata da Sangalli non è solo una crisi economica ma colpisce direttamente il tessuto sociale delle città. I negozi e i servizi di prossimità rappresentano un punto cruciale per la vita comunitaria e la loro scomparsa segna una tangibile “ferita per l’idea di cittadinanza”, come lo stesso Sangalli ha definito. La perdita di questi spazi influisce negativamente sulla coesione sociale e sulla vivacità urbana, compromettendo l’identità e la qualità della vita nelle aree urbane.

Un aspetto centrale della riflessione di Sangalli riguarda la necessità di una maggiore equità nel settore fiscale. Il presidente di Confcommercio ha messo in evidenza l’ingiustizia fiscale che colpisce gli imprenditori locali rispetto alle grandi piattaformi digitali internazionali. Citando l’importanza di una “Global minimum tax” come strumento per assicurare una tassazione equa delle multinazionali, Sangalli ha sottolineato l’esigenza di un’impegno congiunto a livello europeo per affrontare tale disparità.

La proposta di proseguire nella riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro indica una strategia per alleggerire il carico su imprenditori e lavoratori, promuovendo contestualmente una maggiore competitività e sostenibilità del commercio locale. L’obiettivo è di stimolare l’occupazione e di rendere il settore meno gravoso in termini di imposizione fiscale.

Sangalli ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di una riforma fiscale comprensiva, che non si limiti a interventi superficiali ma che affronti le questioni di evasione fiscale, la semplificazione degli adempimenti e la certezza del diritto. Queste azioni sono considerate fondamentali per garantire un ambiente imprenditoriale più stabile e giusto.

In complemento alle politiche fiscali, l’appello di Sangalli all’efficienza nella spesa pubblica mira a un uso più oculato delle risorse governative, essenziale per sostenere le politiche di sostegno al commercio senza aggravare ulteriormente il bilancio dello Stato.

In conclusione, il discorso di Carlo Sangalli delineata una serie di sfide significative ma anche possibili vie d’uscita per reagire alla crisi del commercio nelle città italiane. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di attuare queste reforme essenziali, in un equilibrio delicato tra sostenibilità fiscale e sociale. La speranza risiede in una collaborazione rafforzata tra i governi locali, l’industria del commercio e le istituzioni europee per riscattare e revitalizzare i centri urbani come cuori pulsanti delle comunità locali.