La seduta in Borsa a Milano conclude un’altra giornata con segno negativo, attestandosi a -0,2%. L’andamento della giornata si allinea alle performance moderatamente fiacche degli altri listini europei. Al centro dell’attenzione, troviamo il comparto bancario che mostra segni di debolezza, con un calo del 1,7% registrato da Monte dei Paschi di Siena. L’andamento negativo ha investito anche altri importanti istituti di credito: Popolare di Sondrio ha subito una perdita dello 0,6%, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno entrambe chiuso in calo dello 0,3%, mentre Banco BPM ha segnato una lieve flessione dello 0,1%.
Tra le aziende che hanno risentito della giornata negativa, va segnalato il calo di Stm che ha perso l’1,8%, e quello di Brunello Cucinelli, diminuito di 1,6%. Da segnalare anche la flessione di Enel, che ha chiuso a -0,8% dopo la divulgazione dei conti relativi all’anno 2023.
Per quanto riguarda Telecom Italia (Tim), la giornata si chiude con un lieve calo dello 0,2%, confermando la performance negativa della sessione precedente, influenzata dall’aumento delle posizioni ribassiste sugli azionisti.
L’attenzione del mercato si è anche focalizzata su Bper Banca, che ha registrato una perdita dello 0,6% nel corso della giornata. Questo calo è avvenuto in concomitanza con la presentazione della lista per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione da parte di Unipol, principale azionista con una quota di poco meno del 20%. Circolano voci sul fatto che Unipol stia appoggiando Gianni Franco Papa come successore dell’AD uscente Piero Luigi Montani.
Tuttavia, non tutte le aziende hanno segnato passi indietro: Iveco ha mostrato un incremento dello 0,9%, Snam e Italgas hanno entrambe guadagnato lo 0,8%. Sul fronte delle società a minor capitalizzazione, si rileva una forte vendita su Webuild, che ha visto un ribasso del 6,6%. Tale discesa è stata innescata dalla decisione di Unicredit di avviare il collocamento di tutta la sua partecipazione in Webuild, pari a circa il 4,99% del capitale sociale.
Un fattore di preoccupazione per gli investitori è rappresentato dall’aumento dello spread tra Btp e Bund, salito a 129 punti, con il rendimento del decennale italiano che è salito al 3,66%. Questo movimento riflette l’incertezza che regna sui mercati, con un occhio di riguardo alle dinamiche del debito sovrano italiano e alle implicazioni per il più ampio contesto economico del paese.
