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Resistenza alla digitalizzazione: il dibattito sul CID cartaceo nell’RC auto

In ECONOMIA
Ottobre 05, 2024

La proposta di digitalizzare completamente il modulo per la constatazione amichevole di incidente (CID) nell’ambito dell’assicurazione RC auto ha sollevato non poche perplessità. La voce contraria più accesa proviene dall’Associazione Italiana Periti Estimatori Danni (AIPED), che ha recentemente presentato all’IVASS – l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni – una serie di osservazioni critiche sull’iniziativa.

Il cuore della questione risiede nella trasformazione digitale che sta interessando il settore delle assicurazioni. Una serie di normative mira a semplificare e digitalizzare documenti e procedimenti, spesso a vantaggio dell’efficienza e della sostenibilità. Tuttavia, l’AIPED solleva una questione fondamentale: ogni incidente stradale è fonte di forte stress per i coinvolti, una condizione che non sempre si sposa bene con l’impiego di tecnologie digitali, specialmente in situazioni di urgenza.

Risulta evidente, denuncia l’associazione, che l’avanzata della digitalizzazione non può ignorare il divario digitale ancora presente nella nostra società. Numerosi cittadini, soprattutto tra le fasce più anziane, potrebbero trovarsi in seria difficoltà di fronte a un’improvvisa necessità di gestire digitalmente un sinistro. L’assunto di una preparazione digitale uniforme è utopistico e trascura le disparità che caratterizzano il panorama socioculturale italiano.

Inoltre, vi sono aspetti tecnici non trascurabili: la potenziale mancanza di segnale mobile, discrepanze nei servizi digitali offerti dalle assicurazioni, complicazioni nell’interscambio di dati e preoccupazioni relative alla sicurezza delle informazioni sensibili. Questi problemi, sostiene l’AIPED, evidenziano come il mantenimento della versione cartacea del CID non sia solo una comodità, ma una necessità vitale per garantire che tutti i cittadini possano gestire gli incidenti stradali con sicurezza e efficienza.

L’organizzazione propone quindi una doppia modalità: mentre il formato digitale dovrebbe essere disponibile per chi è in grado di utilizzarlo e preferisce un’opzione più ecologica, le imprese assicuratrici dovrebbero essere obbligate a fornire il modulo cartaceo a chiunque ne faccia richiesta. Tale misura garantirebbe che nessun automobilista sia escluso o penalizzato a causa delle proprie abilità digitali o della disponibilità di tecnologia adatta al momento del bisogno.

Di fronte a queste criticità, l’IVASS si trova ora a dover bilanciare l’impulso innovativo con la necessità di inclusività e accessibilità. La sfida sarà quella di modulare le normative in modo che l’avanzamento tecnologico nel settore assicurativo non si traduca in un ostacolo per quei cittadini già vulnerabili o meno attrezzati per navigare la nuova realtà digitale.

La risposta dell’IVASS e l’evoluzione della proposta di digitalizzazione saranno cruciali per determinare come si conformerà il futuro degli incidenti stradali e della loro gestione in Italia. La speranza è che il dialogo tra enti regolatori, associazioni di categoria e cittadinanza porti a soluzioni che privilegino l’efficacia e la giustizia accessibile per tutti.