La nuova bozza del decreto legato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) sembra inserire un importante distinguo che avrà impatto sui nuclei familiari beneficiari di determinate forme di sostegno pubblico. Sebbene la recente manovra dell’anno corrente abbia introdotto l’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee), questa agevolazione non sarà applicata a tutti indiscriminatamente.
Il dispositivo normativo in questione, attualmente sul tavolo del consiglio dei ministri per la valutazione e l’approvazione, stabilisce che per i beneficiari dell’assegno di inclusione e per i destinatari dell’indennità finalizzata al supporto per la formazione e il lavoro, i Btp e altri titoli di Stato continueranno a pesare sul calcolo dell’Isee. Il motivo di tale scelta normativa si radica nella volontà di focalizzare le risorse disponibili per il Programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol), inserito nella Missione 5, componente 1, del Pnrr, mirando a raggiungere le categorie più vulnerabili.
Cosa significa questo per le famiglie interessate? Nella sostanza, il valore dei titoli di Stato detenuti inciderà ancora sull’indicatore che misura la capacità economica di un nucleo familiare, potenzialmente riducendo o impedendo l’accesso a specifiche misure di sostegno economico o a servizi a loro destinati. È bene sottolineare l’importanza dell’Isee come strumento di valutazione per l’assegnazione di molti benefici e agevolazioni in ambito sociale e educativo, in quanto permette di graduare l’accesso alle misure di sostegno in base alla reale situazione economica.
La decisione ha sollevato un dibattito: da un lato, si intende garantire la concentrazione delle risorse sui gruppi più bisognosi, dall’altro, questo potrebbe rappresentare un disincentivo al risparmio e all’investimento in strumenti statali considerati sicuri. La questione si inserisce in un contesto più ampio di redistribuzione delle risorse previste dal piano Pnrr, strumento cardine per la ripresa economica del Paese e la coesione sociale in un periodo ancora segnato dalle conseguenze della crisi pandemica e dai nuovi scenari geopolitici globali.
Mentre si attende l’approvazione definitiva del decreto e i suoi eventuali aggiustamenti, le famiglie e gli stakeholder del settore socio-assistenziale monitorano con attenzione le evoluzioni, consapevoli che tali provvedimenti potranno delineare nuovi equilibri e dinamiche nel delicato tessuto dell’inclusione sociale e dell’occupabilità nel nostro Paese.
