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Calabritto, tragedia nei boschi di Quaglietta: operaio di 38 anni muore schiacciato da un albero

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Febbraio 21, 2026
Inutili i tentativi di rianimazione. Disposta anche l’eliambulanza. Indagano i carabinieri per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Una mattinata di lavoro si è trasformata in tragedia nei boschi di Quaglietta, frazione del comune di Calabritto, in provincia di Avellino. Un operaio di 38 anni, di nazionalità romena, ha perso la vita mentre era impegnato in operazioni di taglio di alberi in una zona adiacente all’area industriale del paese.  Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo stava lavorando insieme ad altri colleghi quando, per cause ancora in fase di accertamento, un albero di alto fusto gli è improvvisamente rovinato addosso. L’impatto è stato violentissimo e non gli ha lasciato scampo. Immediata la richiesta di aiuto da parte dei compagni di lavoro, che hanno allertato il 118. I sanitari sono giunti rapidamente sul posto e, vista la gravità della situazione, è stato predisposto anche l’intervento di un’eliambulanza. Nonostante i prolungati tentativi di rianimazione, però, ogni sforzo si è rivelato inutile: il 38enne è deceduto sul luogo dell’incidente. La notizia ha profondamente colpito la comunità locale, scossa dall’ennesimo incidente sul lavoro che riaccende i riflettori sul tema della sicurezza nei cantieri e nelle attività boschive, tra le più rischiose in assoluto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Calabritto, che hanno avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro. Non si esclude che nelle prossime ore possano essere disposti ulteriori accertamenti tecnici. L’area è stata posta sotto sequestro per consentire tutti i rilievi del caso. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria, che valuterà eventuali ulteriori provvedimenti. Ancora una volta, una giornata di lavoro si è conclusa con una perdita irreparabile, lasciando dolore e interrogativi che attendono risposte.

di Marco Iandolo